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Sulle rive dell’Arrone

Ho sempre creduto che un viaggio in macchina, senza traffico, avesse qualcosa di catartico. Ed anche questa volta e’ stato cosi’. Diversi kilometri attraverso lazio, toscana, liguria, Amy Whinehouse di compagnia, l’aurelia che sfila verde e dritta, la certezza di una meta solo a meta’. Una scultrice libanese hippy che mi vuole trasferire le sue teorie, gatti sorninoni, e Lerici, mai vista, arroccata, rocciosa, piccola ed incredibilmente fredda, nonostante la stagione, trovare una cantante mia omonima, che forse ha un nome d’arte, chi lo sa…e poi di nuovo in macchina, pranzo sul mare sotto la pioggia, uno stabilimento in Versilia come quelli dei film, dritto, piatto, vuoto, quegli stabilimenti che hanno in se’ la folla di bambini e famiglie, di coppie e adolescenti anche quando e’ deserto, ce li ha in potenza. Lo guardi vuoto sotto la pioggia e lo vedi pieno di facce, di ghiaccioli, di giochi, di chiacchiere da ombrellone, cosi’ maledettamente seventy’s. Poi di nuovo macchina, con un abbiocco latente, e di nuovo Aurelia fino alla Maremma, visite ai campi e gelato, e di nuovo macchina, zona dei vini e cena di Montalcino, e poi galline in un pollaio di mattina e poi di nuovo Roma, ed altri giri in dolci zone limitrofe.

Meraviglioso fine settimana catartico, un po’ meno bello per la mia macchina, perche’ dopo 200 km ho scoperto di essere stata sempre in quarta. Mi chiedevo cosa fosse quello strano rumore.

Maura Satta Flores

Napoletana del 1980, anche se Roma è la mia città sin da piccola ed apprezzo Milano. Mi occupo di relazioni pubbliche, al momento ho la responsabilità delle Relazioni Istituzionali di Vodafone Italia e sono nel board di veDrò, network che seguo con interesse ed entusiasmo da molti anni e di cui sono stata vice-presidente.

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