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Nell’America di Barack Obama

Mi sono addormentata, alle 4 e mezza, quasi nell’America di Barack Obama e mi sono svegliata certa di essere in un mondo diverso.

Il modo in cui è andata avanti questa campagna, in cui ho partecipato, per come l’ho vissuta e per come l’hanno vissuta le persone che mi circondano, i venti giorni a Chicago, questo blog, le frasi, le parole, la semiotica, la gente, le persone, i miei amici dello staff, la speranza ed il cambiamento.

Tutto questo ha cambiato il mondo. Era già cambiato ieri prima dei risultati, era già cambiato il modo di fare politica. Arriverà fino a qui. Con i nostri tempi, almeno spero!

Intanto io ogggi me la rido, e posto questa foto premonitrice di Chicago!

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Maura Satta Flores

Napoletana del 1980, anche se Roma è la mia città sin da piccola ed apprezzo Milano. Mi occupo di relazioni pubbliche, al momento ho la responsabilità delle Relazioni Istituzionali di Vodafone Italia e sono nel board di veDrò, network che seguo con interesse ed entusiasmo da molti anni e di cui sono stata vice-presidente.

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0 Discussion to this post

  1. giuseppe galante scrive:

    Barack Obama non è solo il nuovo presidente degli stati uniti , rappresenta qualcosa di più…….
    E’ il riscatto di generazioni di schiavitù , è l’emblema dell’american dream , è la voce di milioni di liberal stanchi della politica conservatrice arrogante e guerrafondaia.
    Da stamani c’è qualcosa di veramente nuovo nell’aria , c’è la sensazione che qualcosa cambierà ….e non solo in America . Perfino in Africa , dove non esiste neanche più la speranza , c’è la sensazione che qualcosa possa finalmente cambiare .
    E da noi arriverà questa ventata nuova ? E in che modo ?
    Sono sicuro che se le elezioni in Italia fossero slittate fino al dopo Obama avrebbe vinto il Pd di Veltroni , non c’è dubbio.
    Purtroppo il valore di un partito unico (come quello democratico) al potere non è stato capito in tempo……..
    Per il momento dobbiamo tenerci la classe dirigente che ci meritiamo , con in più la beffa che quest’ultima si è riscoperta improvvisamente filo- Obama.
    Non ci resta che aspettare e sperare che quest’entusiasmo e questa voglia di rinnovamento non si smorzi.

    PS : infine una lode per Mc Cain : alla notizia della vittoria di Obama ha dichiarato : “ Obama è anche il mio presidente adesso” e ha spronato la nazione a stringersi attorno al nuovo leader. Un comportamento da vero gentleman . Qualcun altro invece….., al suo posto , sarebbe andato di corsa a ricontare le schede.

  2. maurasattaflores scrive:

    D’accordo con te sulla signorilità!
    Ma per quanto riguarda i nostri politici, non basta mettersi una spilletta di obama, devono capirne la filosofia, delegare, coinvolgere, ascoltare, proporre, questo mi aspetto!
    Aspettiamo la ventata Giuseppe!

  3. Alessandro scrive:

    Appunto: qui andiamo a mode gattopardesche trasversali. Goditi Maura questo momento: da oggi il mondo è ancora più difficile di quanto avremmo immaginato…

  4. dV scrive:

    Non so se il PD avrebbe vinto, dopo Obama. Sicuramente Obama può insegnargli a vincere. Sicuramente c’è molto da fare, soprattutto per chi -come Maura- ha qualcosa da raccontare su questa vittoria e su come è stata ottenuta. Imparare da questa vittoria certamente non significa usare più termini inglesi..
    è una vittoria della famosa definizione: “democrazia è partecipazione”. Non sono solo parole, credo proprio che Maura le abbia viste farsi fatica, realtà, successo.

  5. Pablo scrive:

    Già, i nostri politici…Obama, seppur senatore è stato un candidato fuori dall’establishment e di assoluta rottura. In USA esiste un sistema che consente “l’opportunità” a chiunque creda profondamente di poter dare un contributo al miglioramento e riesca a costruire consensi attorno al proprio progetto. Forse, qui da noi, dovremmo prima costruire un impianto che permetta questo…per esempio nelle primarie, nella creazione dell’opportunità di candidarsi e di poter acquisire un consenso vasto e popolare. Allora, un Obama nascerà anche qui ma se non c’è terra fertile su cui piantare un seme non crescerà mai alcuna pianta. Hai ragione Maura, non basta la spilletta.

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