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From Colombo to Delhi

Dopo un’assurda disavventura in Sri Lanka: motore del trabiccolo che ci trasportava dalle montagne all’areporto di Colombo fuso e fumante, e quindi relativo pseudo autostop con in mente l’immagine anni ’80 di due turisti sfigati che si sentivano canzonare con un “No Alpitour, ahiahiahi!”.

Finalmente areoporto, tralascio lacrime di commiato, e passo un paio d’ore a ringraziare gli Stati Uniti, le catene, l’America, il consumismo, per aver trovato un Coffee Bean in cui usare wifi, rischio di perdere il volo presa come sono dall’astinenza web e finalmente Delhi.

Per ora non ho visto molto, solo la periferia dell’areoporto che mi ricorda il centro direzionale un po’ piu’ polveroso, so solo che gli indiani (e mi avevano avvisata!) hanno un modo di essere galanti abbastanza invadente ma sono fascinosissimi con i loro turbanti e gli occhi nerissimi.

So che devo essere preparata ad affrontare la poverta’, e ad accettare l’enorme differenza con le persone benestanti. Per adesso non ho visto nulla, stasera ho lavorato sull’incontro che abbiamo a Milano con Joi Ito il 27 novembre. Reti diventa sempre piu’ international, e penso che senza scambi culturali valiamo la meta’.

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Maura Satta Flores

Napoletana del 1980, anche se Roma è la mia città sin da piccola ed apprezzo Milano. Mi occupo di relazioni pubbliche, al momento ho la responsabilità delle Relazioni Istituzionali di Vodafone Italia e sono nel board di veDrò, network che seguo con interesse ed entusiasmo da molti anni e di cui sono stata vice-presidente.

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  1. dV scrive:

    ciao. forse non è più come ai tempi di “Appunti per un film sull’India” di PPP, o almeno non ovunque.
    che tragedia però l’esplosione della violenza religiosa in una delle zone, tra l’altro, di maggiore suggestione culturale, come l’Orissa.. nella democrazia più popolosa del mondo..

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