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Eluana, oltre il giudizio di merito, la Costituzione

Promemoria per il Governo in carica: l’Italia è uno Stato costituzionale fondato sul principio della separazione dei poteri. Esiste una Costituzione (poco più che sessantenne) che afferma il primato dei diritti fondamentali e stabilisce gli argini che i poteri dello Stato devono necessariamente rispettare per mantenere intatta l’essenza democratica dell’ordinamento. In un sistema che si professa democratico, insomma, chi esercita il potere è vincolato dai paletti inamovibili dei dettami costituzionali e non si tratta di limiti irrazionali, bensì previsti a garanzia dell’abuso dell’autorità. Non si può restare indifferenti di fronte al dramma umano di Eluana Englaro e della sua famiglia, una vicenda che ci mette di fronte alle grandi domande della vita e comporta innumerevoli riflessioni etiche, morali, filosofiche. Qui non si vuole entrare nel merito di un caso dolorosissimo, che ha scatenato l’opinione pubblica e il dibattito istituzionale su massimi sistemi quali dignità umana, libertà individuale e laicità dello Stato. Tralasciando, per un momento, le ragioni di fondo che animano il match tra redivivi guelfi e ghibellini (in un contesto che invoca solo rispetto e silenzio), qui si intende solamente ricordare al potere esecutivo che non è onnipotente. In un ordinamento democratico-pluralista, questioni delicate e controverse come quelle riguardanti i temi eticamente sensibili devono essere affrontare e discusse nella sede che garantisca la massima rappresentatività delle visioni presenti nel Paese e il più ampio grado di confronto politico. Il decreto legge è uno strumento semplicemente inadatto al fine di disciplinare ipotesi come quella in oggetto. Ciò perché si tratta di un dispositivo che consente al governo di esercitare transitoriamente la funzione legislativa, ove casi straordinari di necessità e urgenza non consentano di attendere i tempi parlamentari. Nello specifico, questi requisiti non possono essere individuati nell’interruzione dell’alimentazione della povera Eluana, perché tale intervento costituisce l’attuazione di una sentenza definitiva emessa legittimamente dagli organi giudiziari competenti, in virtù del diritto vigente. E’ dunque un atto dovuto. Fino a quando, in Parlamento, le forze politiche non riusciranno a giungere a un accordo che porti a disciplinare la materia in modo organico e innovativo, la decisione della magistratura è vincolante per tutti, privati cittadini e pubblici poteri. Alla luce di tutto ciò il rifiuto presidenziale di firmare il decreto pare sacrosanto, considerato tra l’altro il valore cruciale dei diritti costituzionali coinvolti (artt. 3, 13 e 32 della Costituzione). Certamente Eluana, da tempo, non è più “solo” una persona strappata alla vita dalla fatalità ma rappresenta un simbolo, una bandiera sventolata in nome di interessi diversi e contrapposti, accomunati soltanto da un contrasto stridente con il rispetto per la dignità umana.

Carla Bassu

Carla Bassu è nata a Sassari il 20 settembre 1979. E’ ricercatore di diritto pubblico nell’Università di Sassari. Laureata con lode in giurisprudenza nell’Università di Sassari, è dottore di ricerca in diritto pubblico comparato e ha insegnato diritto regionale ed evoluzione costituzionale e amministrativa dello Stato italiano nella facoltà di Economia «Richard M. Goodwin» dell’Università degli Studi di Siena. Iscritta all’albo degli Avvocati del foro di Sassari, è responsabile della collana elettronica dell’Istituto per la competitività (I-com) di Roma e research fellow dell’Area Istituzioni. E’ membro dell’uffico studi dell’Arel, Agenzia di ricerche e legislazione fondata da Beniamino Andreatta. Visiting scholar presso la Law School della Columbia University a New York, U.S.A. (2005), ha svolto attività di ricerca presso la T.C. Beirne Law School della University of Queensland, a Brisbane, Australia (2007). E’ vincitrice della prima edizione del premio «Fausto Cuocolo», assegnato dal Consiglio regionale della Liguria alla migliore tesi di dottorato in diritto costituzionale per l’anno 2007. E’ autore di numerosi articoli e saggi in tema di diritto pubblico e costituzionale comparato, con particolare riferimento alle tematiche dei diritti fondamentali, organizzazione costituzionale, diritto regionale e diritto ambientale.

Maura Satta Flores

Napoletana del 1980, anche se Roma è la mia città sin da piccola ed apprezzo Milano. Mi occupo di relazioni pubbliche, al momento ho la responsabilità delle Relazioni Istituzionali di Vodafone Italia e sono nel board di veDrò, network che seguo con interesse ed entusiasmo da molti anni e di cui sono stata vice-presidente.

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Discussion about this post

  1. Stuctaltasif scrive:

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