Milena, il romanzo bianco e l’ordine della libreria

Il cambio di ordine dei libri sulle mensole della mia libreria è sempre sintomo di grandi idee che covano sotto la cenere. O anche di piccole idee che stanno zompettando fuori. Così la fine de “La contessa di ricotta” di Milena Agus, mi ha dato lo spunto per creare una nuova mensola tematica. Già, perché si possono avere diversi criteri di organizzazione dei volumi sugli scaffali, per ordine alfabetico come da Feltrinelli, per periodo storico, per tema trattato, per data di publicazione e finanche per casa editrice o tipo di copertina (confesso che ho spesso ceduto a questo vezzo, rinsavendo negli ultimi anni), ma il nuovo ordine della libreria è concettuale e legato alle emozioni che il libro provoca, un bizzarro modo di disporre della propria cultura, ma ho ritenuto indispensabile accostare questo leggero romanzo bianco, che in pochi tratti traccia i contorni di una borghesia decaduta e del malessere di non essere al passo con i tempi, ad altri che vie ragioni differenti mi hanno provocato gli stessi sentimenti. La Agus tira un sorriso, ma stentato, trasferisce su carta le debolezze del quotidiano, i timori e le meschinerie piccole piccole della vita, il suo romanzo potrebbe essere ambientanto in una domenica mattina eterna che duri lo spazio del racconto. Una scrittura semplice e perbene, protagonisti popolari nelle nostre vite e che spesso tentiamo di ignorare, dei personaggi fragili come baccarà e polverosi, ma a cui nonostante tutto non si può non rimanere legati. Un romanzo bianco, dicevo, come la ricotta, come la porcellana, come le lenzuola del corredo nunziale, come il riflesso della biancheria stesa al sole.

febbraio 14, 2010   No Comments

Sardegna - Cagliari

Eccoci qui! Eh si’ sono in Sardegna per l’incontro sui giovani e sulla loro istruzione, formazione e soprattutto su quali sono gli strumenti che possono consentire loro di vivere ed inserirsi serenamente nel mondo del lavoro e di costruirsi una famiglia.

Stesera ci sara’ prima un dibattito, alle 18,30, in cui Marco parla di futuro con Diego Bianchi, Fausto Raciti, Flavio Soriga, Enrico Letta e partecipa Renato Soru ed a seguire una aperitivo con dj set fino a tardi, un momento per stare insieme in maniera informale e costruttiva sulle prospettive dei giovani, sardi in particolare.

mm_invito_23

gennaio 23, 2009   No Comments

Perchè sto in fissa per Soru

Stare in fissa è un termine romano che significa essere ossessionati, pensare sempre alla stessa cosa.

Io da un po’ di tempo a questa parte sono ossessionata dalla campagna regionale sarda per Renato Soru, e verrebbe da chiedersi perchè visto che di sardo ho solo il cognome e le origini.

Innanzitutto perchè ho studiato il bilancio della Regione e mi sono resa conto delle cose importanti che sono state fatte, un esempio virtuoso di come si spendano i fondi, di come si taglino i costi della pubblica amministrazione, di come si faccia bene, magari sbagliando solo a non farlo sapere già da tempo.

Le cose concrete che mi hanno colpito di più sono state l’assegno di merito fino a 500 € per gli studenti universitari meritevoli, inserito in un progetto di investimento sull’istruzione che prevede anche la possibilità di accedere a master all’estero con un inserimento in azienda (master & back) e una spinta sulla lingua inglese (Sardegna speaks English), poi sono rimasta sconcertata dalla raccolta differenziata, passata dal 4% al 40% in soli 4 anni, mentre le altre regioni italiane arrancano, le infrastrutture già progettate, i sostegni all’agricoltura, la tutela delle coste e delle specie animali protette che sono valse l’encomio del WWF. I tagli dei costi della PA del 40% che significa tagli ai consigli di amministrazione, agli enti, gli sprechi. Insomma un successo amministrativo.

E poi la sua campagna elettorale (tema che come sapete mi appassiona), bella per il modo di comunicare che ha: ascoltando le persone, girando per i paesi, utilizzando i new media, facendo partecipare anche online, coinvolgendo i volontari, raccogliendo idee e contributi, parlando semplicemente, facendo capire che succede.

A questo proposito vi consiglio la visione di questo video.

Io non lo so se vincerà lui, ma spero proprio di sì, perchè al momento mi sembra che sia l’unico politico in grado di ascoltare le persone, di fare bene, in maniera onesta, e l’unica risposta alle pagliacciate che propongono di fare della Sardegna un resort giardino. Per questo, e non per ideologia, che credo che per la Sardegna sia meglio Soru.

gennaio 19, 2009   3 Comments