Think Tank
Grazie a Reti, ieri abbiamo avuto l’opportunità di presentare il libro di Mattia Diletti “I Think Tank”, volume nato come tesi di dottorato per studiare questo fenomeno nato negli USA e diventato noto al grande pubblico durante il primo mandato di George W. Bush, fenomeno che in breve tempo si è diffuso anche in Italia ed in Europa.
Nel dibattito di ieri, che ha seguito la presentazione, sono emersi spunti ed idee interessanti, grazie anche ad una consistente partecipazione di coloro che hanno fondato think tank o che ne fanno parte.
Dopo aver analizzato le differenze tra think tank legati a leader politici e club oppure fondazioni di cultura politica e centri di ricerca, abbiamo preso atto che tra le motivazioni per cui nasce un think tank in Italia c’è di sicuro la necessità di fare network, insieme a quella di colmare spazi lasciati vuoti dalla politica, insieme con le più concrete esigenze di fund raising.
Tra le circa 70 fondazioni ed associazioni italiane molte si dedicano solo a determinati settori di attività, tra queste alcune si occupano realmente di analizzare la situazione attuale e di produrre contributi ed output che possano essere utili al dibattito politico e che si possano tramutare in idee concrete.
Un elemento interessate su cui varrebbe la pena fare un’ulteriore analisi è come internet ha influenzato la moltiplicazione dei pensatoi di casa nostra.
A questo proposito, tra le lettura consigliate, oltre al libro di Diletti questo.
marzo 9, 2010 No Comments
TN 2020
Sabato scorso ho partecipato all’evento Transatlantic Network 2020 nella incantevole sede dell’ambasciatore britannico in Italia, Villa Wolkonsky.
“TN 2020″ nasce da un’idea del British Council destinata ai giovani tra il 25 ed i 35 anni con lo scopo di rafforzare i legami tra l’Europa ed il Nord America attraverso la costruzione di un network di giovani leader ed esperti di relazioni internazionali.
Dopo un’introduzione ai lavori da parte dell’ambasciatore padrone di casa Edward Chaplin, David H. Thorne, Ambasciatore degli Stati Uniti, James Fox, Ambasciatore canadese, Christine Melia, Direttore del British Council in Italia ed Alessandro Fusacchia, Presidente di RENA che era tra gli organizzatori dell’incontro, abbiamo assistito a due sessioni, ciascuna seguita da una breve discussione con i colleghi del proprio tavolo di lavoro.
La prima coordinata dall’ex direttore dell’Economist Bill Emmott, che anche grazie ad una simpatia unica è riuscito a farci calare subito nel vivo del dibattito sulla situazione delle relazioni attuali tra Nord America ed Europa, e l’altra sull’impresa sociale e le nuove tecnologie, moderata Frediano Finucci giornalista de La7.
Uno degli elementi emersi è stato la difficoltà per gli Stati Uniti di trovare un’interlocutore unico in Europa, elemento evidente anche nel caso dei rapporti con l’Iran. Nel corso della sessione il Presidente Obama è stato citato diverse volte, soprattutto in relazione alle enormi aspettative create world wide. Veramente notevole la visione del Professor Adam Arvidsson sull’economia etica e gli accenni all’open source e alle imprese sociali, spostando di fatto l’asse del discorso dal ruolo delle Istituzioni al ruolo dei singoli.
Il dibattito che ha seguito l’ultima fase dei lavori è stato sollecitato da due domande: se esistono strumenti per far partecipare i cittadini alle scelte del proprio Governo e se la green economy è una strada da seguire oppure l’unica strada da seguire. Ogni tavolo di lavoro ha prodotto qualche spunto, parziale visto il poco tempo a disposizione, ma assolutamente utile per riflettere il fine settimana.
Il networking lunch è stata un’occasione per incontrare molti amici e colleghi di VeDrò, I-com, Rena, Lo Spazio della Politica, con cui da tempo portiamo avanti discussioni sul merito, l’accesso alla politica e proviamo a sviluppare idee per il futuro dell’Italia, ma è stato anche un modo per incontrare nuovi protagonisti internazionali del cambiamento.
A questo punto aspettiamo con ansia il prossimo incontro (e magari anche i video degli interventi).
febbraio 7, 2010 No Comments
Il crollo del muro
Ognuno ha fatto cadere i suoi di muri. E devo dire che la metafora è agile e rende bene. E quindi abbiamo preso spunto anche noi.
Abbiamo scelto di creare una suggestione per la rete, che di fatto è il simbolo di assenza dei muri. E cosa ci può essere al di là del muro, se non spazi immensi, orizzonti ampi, non il farwest che descrivono i più timorosi, ma un Eldorado che costruiremo noi.
Chi produce contenuti, chi li elabora e li analizza, chi li comunica e li spiega agli altri. Noi insieme, esperti e non, troveremo un obiettivo comune per rendere la rete uno strumento libero ed accessibile come l’elettricità, come l’acqua, come qualsiasi bene primario.
Ieri abbiamo discusso, anche animatamente, ad un barcamp ospitato da Farefuturo e Reti, Navigare oltre il muro - nuovi riferimenti culturali nell’era del web. E penso che sia un piccolo mattone tirato giù.
novembre 10, 2009 No Comments
Gradevoli iniziative
A Reti abbiamo deciso di abolire al carta dei biglietti di auguri. Come farlo? Date un’occhiata qui.
dicembre 4, 2008 No Comments
Il 27 novembre a Milano
novembre 14, 2008 No Comments


