About Elly

Open Gate Italia, la società di public affairs guidata da Tullio Camiglieri e Franco Spicciariello, si lancia nella distribuzione cinematografica e lo fa con un film iraniano impegnativo e sorprendente “About Elly”, vincitore dell’Orso d’argento al festival di Berlino 2009, di cui ci ha regalato un’anteprima privata alla Casa del Cinema di Roma.

“About Elly” è la fotografia di un gruppo di giovani iraniani lontani dagli stereotipi, ragazzi benestanti ed emancipati, tuttavia schiavi anche nei loro gesti più semplici delle regole di un regime teocratico in cui la libertà personale, rappresentata in modo un po’ ordinario dal volo di un aquilone, è soggetta a vincoli che portano a menzogne e che trasformano un fine settimana al mare tra amici in un weekend di sofferenza estrema.
Frase chiave del film, pronunciata da uno dei protagonisti, è “una fine dolorosa è meglio di un dolore senza fine”, come metafora di una semplice via di fuga, alternativa al percorso ancora lungo che aspetta i giovani iraniani per la conquista di una vita priva di paure ancestrali e regimi imposti.

Nelle sale il 4 giugno, da vedere.

maggio 11, 2010   1 Comment

E’ la stampa…ma non e’ colpa sua

Fine di una settimana orribile per la stampa italiana, costretta ad occuparsi di casi e di storie da brivido. Costretta a spulciare nei dolori delle persone e nelle miserie di una societa’ che mi fa sempre piu’ disgusto, di cui sempre piu’ non mi sento parte. Figurarsi se si tratta di etica o buoncostume, quello che mi rattrista e’ l’incapacita’ di gestire le responsabilita’ e le relazioni, l’essere schiacciati da un contesto alienante e che rende uomini e donne insicuri e pavidi, non in asse e quindi con reazioni irrazionali.

E poi la stampa che giustamente sottolinea la dolorosa storia di un ragazzo qualsiasi, fermato con un po’ di fumo di piu’, forse pusher, forse no, chi lo sa, quello che si sa e’ che un ragazzo entra in carcere in Italia sulle sue gambe per uscirne dopo una settimana in una bara, contuso e massacrato. Caduto dalle scale, dicono. Ucciso di botte, pensiamo in molti. E se cosi’ fosse sarebbe meglio il Sud America, poi. Un altro ragazzo. Carlo, Gabriele, Federico e forse Stefano. Nomi comuni di ragazzi comuni, accomunati da una morte inspiegabile e per mano di chi li avrebbe dovuti difendere, quei ragazzi li’.

Che fatica aprire ogni giorno i giornali, tutta la mazzetta, questa settimana e leggere, e leggere dettagli che enfatizzano il dolore di famiglie, di figli, di genitori. Che rifugio da struzzo e’ stato il mio, in questo we senza giornali, abbandonata ai libri, che per qualche giorno allontanano da un’Italia in cui sempre piu’ persone sembrano non trovare il giusto posto. In cui io mi sento sempre fuori luogo, in cui una sana gestione di sentimenti normali rappresenta l’anormalita’.

novembre 1, 2009   No Comments

Mezzogiorno e Isole

I bastioni del nord e del sud, ricci in spiaggia aperti con un coltellino a serramanico, pesce azzurro sul caprino tiepido, ciogghe minudde da bucare con il canino, amici e famiglie di amici meravigliose. Nipote con braccioli e che piano piano prende fiducia. E poi la puglia, ancora la puglia, fresca, luminosa, silenziosa. Speziale di masseria, Cisternino a cercare la verita’ del Babaji, ostriche di Savelletri e patelle da staccare coltello tra i denti, Cala dei gatti e Fasano dall’alto. Kilometri in macchina, per strade di campagna, Alberolbello con il caldo, Matera di sasso all’ora di pranzo che mi ricorda la Passione di Cristo, e Riva dei Tessali nel golf club di amici pacifici come l’atmosfera che si respira. Il silenzio di un catamarano che culla su un olio di mare e fa sentire bambini con i piedi ciondoloni nell’acqua. Un hobie che avrei preso mille e mille volte ancora. Costiera e Furore arrampicata sugli scogli, ed ultimo giorno nella villa della mia infanzia, dove senz’altro Caruso ha scritto. Tanti chilometri, meno di una settimana, catarsi.

agosto 22, 2009   1 Comment

Rugby “je famo il cucchiaio!”

Alla mia prima partita di Rugby al Flaminio ho scoperto, mio malgrado, che il cucchiaio non e’ un punto segnato in maniera spettacolare, ma e’ un cucchiaio di legno che viene consegnato a chi non vince nemmeno una partita del torneo, in questo caso il 6 nazioni, ed in questo caso l’Italia appunto.

Detto cio’ il rugby non e’ male, a parte un vento di tramontana ed a parte delle improbabili canzoni tra primo e secondo tempo, ha un’atmosfera a meta’ tra il calcio e il baseball, cioe’ da sport vero e non da malattia. Non c’e’ divisione per tifoserie ma tutti guardano la partita insieme. Insomma il clima e’ quello che si racconta: e’ uno sport, divertiamoci! E anche se la sconfitta di ieri, 8 a 50, e’ stata abbastanza pesante, il tero tempo c’e’ stato lo stesso. E per una pivella del rugby come me e’ andata bene cosi! Ah e se siete anche voi pivelli del rugby, non dimenticate di portare con voi alla partita un amico che vi spieghi tutto cio’ che succede, e’ fondamentale!

marzo 22, 2009   No Comments