Soriga ed il resto
Lui, Flavio Soriga, ha risvegliato dopo tanto tempo in me qualcosa. Dove pensavo ci fosse il deserto emotivo. Ho letto Sardinia Blues, e non ne parlo perche’ mi ha toccato come non mi capitava da tempo.

Ho appena finito invece “L’amore a Londra ed in altri luoghi”, racconti di amori diversi sparsi per il mondo. Soriga riesce a creare delle suggestioni cosi’ forti, che ti consentono davvero di avvertire l’aroma delle candele di cui parla, la brezza toscana sul viso, e persino il rumore di un posacenere che si infrange su una macchina. Nelle storie di Soriga c’e’ sempre una sottile vena di follia, e lui la inquadra, la mette a fuoco e ti ricorda che si’, nella vita e’ sempre presente. Soriga ti ricorda anche che spesso il desiderio di figli non e’ altro che il desiderio di nostre proiezioni e che tranquillita’ non fa rima con felicita’. Soriga ricorda il sentimento ancestrale dell’essere figli, la malinconia del proprio posto, il futuro come viaggio.
marzo 24, 2009 No Comments
Black
Oggi la nostra giornata e’ stata all’insegna della cultura black.
La mattinata e’ stata spesa nella lontanissima chiesa Trinity Union (non perdetevi il link) nel profondo sud di Chicago, del reverendo Wright, noto sostenitore di Obama, ora retired forse per la sua eccessiva vemenza. La messa gospel e’ stato un vero spettacolo di piu’ di tre ore emozionante ed energico. Di tanto in tanto bisognava abbracciare forte i tuoi vicini di posto oppure confessare loro com’e’ la tua relazione con Gesu’, la mia vicina mi teneva la mano e mi sorrideva comprensiva. Io e Guarino eravamo tra i 4 o 5 bianchi su centinaia di persone. Degno di nota il momento in cui il pastore ci invitava a tendere le braccia al cielo facendo streching verso Dio! Ovviamente la parte che ci interessava di piu’ era il momento politico: sul libretto della chiesa c’erano le istruzioni per registrarsi al voto ed il pastore ha dedicato una buona mezz’ora sulla necessita’ di cambiamento con riferimenti a volte espliciti altri meno a Barack che in in quella zona ha mosso i primi passi nell’associazionismo. Peccato che non ci sembrava rispettoso fare foto o riprendere la cerimonia perche’ e’ stato davvero uno dei momenti piu’ intensi e suggestivi del mio viaggio.
Subito dopo abbiamo deciso di andare a vedere i murales messicani di Pilsen, la zona messicana appunto niente mariachi ma la fortuna di incontrare un artista che ci racconta la storia dei murales e ci dice di aver disegnato lui il primo murales negli anni ‘70!
Dopodiche’ di nuovo concerto jazz sull’erba di Grant Park per poi finire nel piu’ famoso localetto blues di Chicago, kitch e folle, in cui venivano dati in dotazione ai bianchi delle parrucche afro! (Se passate di qui andateci si chiama BLUES e sta a Belmont!)
Nota di colore: Guarino ha lasciato passare una signora prima di lui che gli ha detto: “Strano trovare un gentleman con quel colore di pelle!”.
settembre 1, 2008 No Comments

