They can save me
Era una canzone, ora non mi ricordo quale, anche se riesco a canticchiarla. Ed era una canzone sui punti di riferimento. Ora in questo floating di pd, che punti di riferimento, almeno politici, pare che non ne abbiamo piu’, ed in questa immaturita’ emotiva e confusione generazionale, e disordini familiari tipici della nostra generazione, gli unici punti fermi sembrano essere quelli che costruiamo noi. Cosi, quando viaggio, o quando qualcuno si prende la briga di attraversare oceani per venirmi a trovare, capisco che quelli sono i pilastri della mia vita. Capisco che il nocciolo e’ la conoscenza dell’altro, la curiosita’ della scoperta, almeno il mio di nocciolo. E quando riusciamo ad incuriosisci anche qui, nel nostro povero paese, nella mia dolce e antica Roma, presto la delusione invade gli spazi della curiosita’.
Cosi questo we con i ragazzi dello staff di Obama e con la mia amica di Hong Kong e’ stato denso, prezioso, ore a parlare, camminando, di poltiche americane, di come funziona in Italia, di diritti dei gay, di viaggi che non faremo mai e di quelli che abbiamo fatto, ore a fare l’imitazione di Barack e a raccontarci chi fa cosa nel nuovo asset governativo saltando da una mostra ad un caffe’, da un aperitivo ad uno scorcio che ci passo davanti sempre ma non lo vedo mai. E poi quella frase, ma perche’ non vieni a lavorare da noi? Che sono quelle domande che se dette nel momento giusto, nel periodo giusto, possono cambiare le sorti della tua vita. E non bisogna pensarci poi troppo, che se si fanno i bilanci poi c’e’ sempre qualcosa che frena. Bisogna dire la prima cosa che viene in mente, bisogna avere una visione, delle cose, del futuro, del sogno, e scegliere in base a quella visione, per non essere tutta la vita un grigio amministratore della propria esistenza, ma un visionario investitore che ha come mission la felicita’. Quella che sembrava essere sotto il naso e che forse e’ solo un po’ piu’ in la’.
marzo 29, 2009 No Comments
E’ solo lunedi’
E’ solo lunedi’, mi sembra venerdi’, di un anno bisestile, di una settimana in cui il we precedente si e’ lavorato.
Stanchezza, pensieri, ansia per domani, voglia di scrivere agli amici di Obama for America sapendo che gli romperei le scatole, quindi evito.
Nel frattempo mi chiamano tutti quelli che conosco per prendere un appuntamento per domani, ne do a raffica, tanto saremo grossomodo tutti negli stessi posti. Penso che faro’ la maggior parte dei giri con GDMT, che mi calma con il suo fare pacato, Diego vuole sapere in quale dei punti si vede la partita della Roma, altri amici vogliono pass per l’ambasciata. Alcuni vogliono fare la nottata, io no. E’ inutile.
Io alle 15 sono in diretta su SAT 2000 al programma Tutti per uno, che qualcuno mi guardi per favore.
Io sono tesa, nervosa, stanca, voglio che questo giorno voli per distrarmi metto in loop Mammamia degli Abba, voglio che il mio cell caduto in un vaso di fiori ricominci a funzionare, voglio che i vigili smettano di farmi le multe, voglio uno spazio di decompressione, voglio trasmettere l’entusiasmo delle cose, e soprattutto…
voglio tornare in America….ma…nell’AMERICA DI BARACK OBAMA!
novembre 3, 2008 No Comments

