About Elly
Open Gate Italia, la società di public affairs guidata da Tullio Camiglieri e Franco Spicciariello, si lancia nella distribuzione cinematografica e lo fa con un film iraniano impegnativo e sorprendente “About Elly”, vincitore dell’Orso d’argento al festival di Berlino 2009, di cui ci ha regalato un’anteprima privata alla Casa del Cinema di Roma.


“About Elly” è la fotografia di un gruppo di giovani iraniani lontani dagli stereotipi, ragazzi benestanti ed emancipati, tuttavia schiavi anche nei loro gesti più semplici delle regole di un regime teocratico in cui la libertà personale, rappresentata in modo un po’ ordinario dal volo di un aquilone, è soggetta a vincoli che portano a menzogne e che trasformano un fine settimana al mare tra amici in un weekend di sofferenza estrema.
Frase chiave del film, pronunciata da uno dei protagonisti, è “una fine dolorosa è meglio di un dolore senza fine”, come metafora di una semplice via di fuga, alternativa al percorso ancora lungo che aspetta i giovani iraniani per la conquista di una vita priva di paure ancestrali e regimi imposti.
Nelle sale il 4 giugno, da vedere.
maggio 11, 2010 1 Comment
Meraviglioso. Corale.
Io per lei, ho deciso di cambiare, di smettere di rovinare sempre tutto per colpa della solitudine. La radio trsmettera’ la canzone che ho pensato per te, forse attraversera’ l’Oceano lontano da noi, l’ascolteranno gli americani, che proprio ieri sono andati via. E magari ti chiamero’…Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza e sentirai di non avere amato mai abbastanza se amore, amore avrai…Avremmo vinto mai contro un miliardo di persone e una storia va a puttane, sapessi andarci io. Amore mio come farò a rassegnarmi a vivere e proprio io che ti amo ti sto implorando aiutami a distruggerti. Uno su mille ce la fa, ma com’e’ lunga la salita. Non dirgli mai spegni il fuoco che brucia dentro te e nascondi quegli occhi rossi se pensi a me. Tu si ‘na cosa grande pe’ me ‘na cosa ca tu stess nun saje ‘na cosa ca’ nun agg’ ia avuto maje nu bene accussi’ accussi’ grande. Il tempo è nei giorni che passano pigri e lasciano in bocca il gusto del sale. Quanto sei bella Roma, quando e’ sera quando la luna se specchia dentro ar fontanone e le coppiette se ne vanno via, quanto sei bella Roma quando piove.. Roma nun fà la stupida stasera damme ‘na mano a faje di de si, sceji tutte le stelle più brillarelle che poi e un friccico de luna tutta pe’ noi. Sentì il dolore nella musica si alzò dal Pianoforte ma quando vide la luna uscire da una nuvola gli sembrò più dolce anche la morte. Io sono qui, insultami feriscimi sono così, tu prendimi o cancellami adesso sì tu mi dirai che uomo mai ti aspetti io mi berrò l’insicurezza che mi dai l’anima mai farò tacere pure lei se mai vivrò di questa clandestinità per sempre. Dietro questa maschera lo sai ci sono io… (Sono io soltanto io!) Quel che cerco, quel che voglio, lo sa solo Dio…(E lo sa soltanto Dio!). Siamo così, dolcemente complicate,sempre più emozionate, delicate ,ma potrai trovarci ancora quì nelle sere tempestose portaci delle rose nuove cose e ti diremo ancora un altro “si”. Se l’amore e’ amore.
giugno 21, 2009 No Comments
Perchè sto in fissa per Soru
Stare in fissa è un termine romano che significa essere ossessionati, pensare sempre alla stessa cosa.
Io da un po’ di tempo a questa parte sono ossessionata dalla campagna regionale sarda per Renato Soru, e verrebbe da chiedersi perchè visto che di sardo ho solo il cognome e le origini.
Innanzitutto perchè ho studiato il bilancio della Regione e mi sono resa conto delle cose importanti che sono state fatte, un esempio virtuoso di come si spendano i fondi, di come si taglino i costi della pubblica amministrazione, di come si faccia bene, magari sbagliando solo a non farlo sapere già da tempo.
Le cose concrete che mi hanno colpito di più sono state l’assegno di merito fino a 500 € per gli studenti universitari meritevoli, inserito in un progetto di investimento sull’istruzione che prevede anche la possibilità di accedere a master all’estero con un inserimento in azienda (master & back) e una spinta sulla lingua inglese (Sardegna speaks English), poi sono rimasta sconcertata dalla raccolta differenziata, passata dal 4% al 40% in soli 4 anni, mentre le altre regioni italiane arrancano, le infrastrutture già progettate, i sostegni all’agricoltura, la tutela delle coste e delle specie animali protette che sono valse l’encomio del WWF. I tagli dei costi della PA del 40% che significa tagli ai consigli di amministrazione, agli enti, gli sprechi. Insomma un successo amministrativo.
E poi la sua campagna elettorale (tema che come sapete mi appassiona), bella per il modo di comunicare che ha: ascoltando le persone, girando per i paesi, utilizzando i new media, facendo partecipare anche online, coinvolgendo i volontari, raccogliendo idee e contributi, parlando semplicemente, facendo capire che succede.
A questo proposito vi consiglio la visione di questo video.
Io non lo so se vincerà lui, ma spero proprio di sì, perchè al momento mi sembra che sia l’unico politico in grado di ascoltare le persone, di fare bene, in maniera onesta, e l’unica risposta alle pagliacciate che propongono di fare della Sardegna un resort giardino. Per questo, e non per ideologia, che credo che per la Sardegna sia meglio Soru.
gennaio 19, 2009 3 Comments
Bilanci
Chi e’ che non ne fa il 31 dicembre? Chi e’ che non spera in un anno migliore nonostante quel che di buono c’e’ stato.
Il mio anno e’ stato quello del primo capodanno asiatico di Hong Kong, della visita in Cina e del piu’ freddo che abbia mai sentito ad Harbin. L’anno dei cibi strani e l’anno dei cambiamenti. Delle debolezze e dei nervi scoperti, dei durissimi mesi napoletani che mi hanno lasciato un senso di stanchezza che mi sono portata dietro finora. L’anno di Washington DC, l’anno senza vacanze estive e senza mare, delle partenze improvvise, di NY e anche della Virginia, del Maryland, del Winsconsin, dell’Indiana, della favolosa campagna di Obama a Chicago. Il primo anno in cui sono stata davvero sola, sola ad affrontare le cose e a gestirle, sola nei viaggi. L’anno dell’emotivita’. L’anno del grande bluff e della scala reale. L’anno delle proposte rifiutate in nome di un senso di famiglia. L’anno in cui per la prima volta non ho festeggiato il compleanno, mai. Il 2008 trascurando gli amici e leggendo di piu’. L’anno in cui ho riscoperto il mio vecchio amore per il tennis. L’anno in cui avrei desiderato qualche regalo, che non e’ mai arrivato. Il 2008 in cui ho ripreso a scalpitare. Ho ricambiato casa, ho arredato, ho innovato. L’anno del matrimonio in India, della visita in Sri Lanka alla mia tata. Dei molti e nuovi amici scoperti in giro per il mondo. Se vogliamo un anno affascinante, preso, travolgente, ma faticoso, introspettivo, in cui ogni cosa e’ da conquistare, ogni cosa e’ un’impresa, ogni cosa e’ sempre precaria.
Oggi e’ il mio ultimo giorno, di questo strano e molesto anno, che mi ha fatto crescere ancora, che ha contribuito a farmi sentire sempre un po’ piu’ anni di quelli che ho, l’anno che mi ha convinto che molte cose mi annoiano a morte. Come questa serata, come questa farsa di stasera. E da domani, come sempre, ho deciso che qualcosa cambiera’.
dicembre 31, 2008 2 Comments

