Milena, il romanzo bianco e l’ordine della libreria

Il cambio di ordine dei libri sulle mensole della mia libreria è sempre sintomo di grandi idee che covano sotto la cenere. O anche di piccole idee che stanno zompettando fuori. Così la fine de “La contessa di ricotta” di Milena Agus, mi ha dato lo spunto per creare una nuova mensola tematica. Già, perché si possono avere diversi criteri di organizzazione dei volumi sugli scaffali, per ordine alfabetico come da Feltrinelli, per periodo storico, per tema trattato, per data di publicazione e finanche per casa editrice o tipo di copertina (confesso che ho spesso ceduto a questo vezzo, rinsavendo negli ultimi anni), ma il nuovo ordine della libreria è concettuale e legato alle emozioni che il libro provoca, un bizzarro modo di disporre della propria cultura, ma ho ritenuto indispensabile accostare questo leggero romanzo bianco, che in pochi tratti traccia i contorni di una borghesia decaduta e del malessere di non essere al passo con i tempi, ad altri che vie ragioni differenti mi hanno provocato gli stessi sentimenti. La Agus tira un sorriso, ma stentato, trasferisce su carta le debolezze del quotidiano, i timori e le meschinerie piccole piccole della vita, il suo romanzo potrebbe essere ambientanto in una domenica mattina eterna che duri lo spazio del racconto. Una scrittura semplice e perbene, protagonisti popolari nelle nostre vite e che spesso tentiamo di ignorare, dei personaggi fragili come baccarà e polverosi, ma a cui nonostante tutto non si può non rimanere legati. Un romanzo bianco, dicevo, come la ricotta, come la porcellana, come le lenzuola del corredo nunziale, come il riflesso della biancheria stesa al sole.

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