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Come si cambia
Da oggi non lavoro più a Reti. Dopo molti anni nella Galassia Reti ho scelto di dedicarmi alla mia passione: i think tank, la produzione di contenuti, la relazione tra persone, la comunicazione, al servizio della società.
Per I-Com, l’Istituto per la Competitività, sarò Direttore delle Relazioni Esterne e Sviluppo, e continuerò ad occuparmi con maggior attenzione di veDrò, il network al quale sono legata da tempo, che pensa soluzioni per il Futuro dell’Italia.
I cambiamenti mi hanno sempre entusiasmato, questo così importante ancor di più.
aprile 6, 2010 No Comments
Stefano
Per la strada dedicata a Stefano devo ringraziare Walter Veltroni, che da Sindaco di Roma si ricordò di Stefano, della sua arte, della sua umanità.
Adesso speriamo che qualcuno decida di inaugurarla!
luglio 30, 2009 No Comments
Abba nei cuori, youtube per diffondere
Chi di voi non ricorda Abba, il ragazzo italiano originario del Burkina Faso ucciso a settembre a Milano, con l’accusa, da parte dei suoi assassini, di aver rubato un pacco di biscotti. Storia triste, tristissima.
Da qualche giorno sul web c’è il video (al min 4) di alcune telecamere a circuito chiuso che riprendono Abba che scappa ed i suoi aggressori che lo inseguono picchiandolo con delle spranghe. Abba è morto, e nessuno lo ridarà alla sua famiglia e ad i suoi amici, ma youtube consentirà la diffusione di questo video, rendendo i colpevoli certi, e tutti noi più consapevoli di quello che succede, perchè i new media fanno così, evidenziano la realtà, così com’è, così com’è sempre stata.
aprile 3, 2009 No Comments
Rugby “je famo il cucchiaio!”
Alla mia prima partita di Rugby al Flaminio ho scoperto, mio malgrado, che il cucchiaio non e’ un punto segnato in maniera spettacolare, ma e’ un cucchiaio di legno che viene consegnato a chi non vince nemmeno una partita del torneo, in questo caso il 6 nazioni, ed in questo caso l’Italia appunto.
Detto cio’ il rugby non e’ male, a parte un vento di tramontana ed a parte delle improbabili canzoni tra primo e secondo tempo, ha un’atmosfera a meta’ tra il calcio e il baseball, cioe’ da sport vero e non da malattia. Non c’e’ divisione per tifoserie ma tutti guardano la partita insieme. Insomma il clima e’ quello che si racconta: e’ uno sport, divertiamoci! E anche se la sconfitta di ieri, 8 a 50, e’ stata abbastanza pesante, il tero tempo c’e’ stato lo stesso. E per una pivella del rugby come me e’ andata bene cosi! Ah e se siete anche voi pivelli del rugby, non dimenticate di portare con voi alla partita un amico che vi spieghi tutto cio’ che succede, e’ fondamentale!
marzo 22, 2009 No Comments
Walter Veltroni aveva affidato a un lungo e commosso discorso il suo addio ad Alberto Sordi. Noi abbiamo affidato a un lungo e commosso discorso il nostro ciao a Walter Veltroni.
Il tuo allontanamento è l’unica brutta notizia che ci hai dato in tutta la tua vita. Caro Walter, l’altra mattina, un tuo amico, Massimo D’Alema, ha raccontato di aver ascoltato due persone parlare tra di loro: “Hai sentito? - diceva una – Si è dimesso Veltroni”. E l’altro gli ha risposto: “Quelli che ci fanno sognare non dovrebbero mai dimettersi”.
Sentiamo bisogno di sorriso. Viviamo tempi difficili, sottoposti ad un eccesso di brutte notizie. Sembra si rincorrano, per metterci ansia e malinconia, per toglierci fiducia e serenità. Il tuo allontanamento è l’unica brutta notizia che ci hai dato in tutta la tua vita. Per il resto dei tuoi giorni hai pensato a farci essere allegri, a farci divertire. Come è stata bella, in questi giorni, piazza di Pietra. A decine di migliaia anche di notte alle quattro la tua Roma è venuta a salutarti, è sfilata davanti a te. Roma, una Roma composta e commossa, che aveva la tristezza di vedere sparire un pezzo di sè.
Eppure. Eppure, voltava lo sguardo allo schermo in piazza che trasmetteva il tuo discorso e non riusciva a non sorridere. Gente che ride ad un funerale. Penso che tu dovessi immaginarlo così, il tuo addio. Ti davano fastidio le occasioni formali, le circostanze rigide e tristi. Sei stato il buonumore di questo Paese, per quarant’anni. Eri tante cose insieme. Il segretario di partito, ma anche l’uomo che si ricorda i nomi delle persone. Sei stato il cinico gestore delle liste elettorali e il tenero tagliatore di nastri. L’americano di Obama e l’uomo che elogia Spinaceto, opportunamente inflessibile. Sei stato il mecenate del cinema, ed il tifoso della Roma ma anche della Juve. Sei stato giornalista acculturato, cooperatore internazionale, volontario, maestro elementare, candidato elettorale, officiante di matrimoni e funerali, amico dei tassinari ma anche nemico. Sei stato segretario costretto a diventare nemico in una guerra fratricida che non capivi.
Sei stato tutti noi. Niente di smielato, niente di spietato. Una persona intera. Un prisma di occasioni, di opportunità, di necessità. Potevi essere un italiano cinico e cattivo, o un italiano che si arrangiava, o uno che si sacrificava per gli altri. Sei stato noi, tutti noi. Ci hai fatto ridere degli altri e vergognarci di noi stessi. Sei stato grande politico e grande attore drammatico, se richiesto. Tu guardavi, fotografavi, riproducevi. Per questo i tuoi discorsi sono la vita nazionale, la vita del Pd. Si badi, la storia di un italiano. Solo degli sventurati o dei provinciali possono scambiare una inflessione, un dialetto con una parzialità. Bassolino e la Jervolino parlavano napoletano ma sono del Partito Democratico. Così tu, Walter che hai preso il partito di Berlinguer e l’hai continuato nel tempo. L’hai fatto diventare un modo di essere, più che un modello.
Le pause, le domande ripetute, i vocativi servivano a raccontare caratteri, a costruire personaggi universali. Ho visto in televisione una delle tue ultime apparizioni. E sono stata contenta di essere stata una tua iscritta in questo partito liquido e di essere stata tua amica, perché tu eri amico di tutti. Dicevi, con una espressione seria, ciò che io oggi voglio ripetere con decisione a nome di tutti i delegati che condividono le linee del Partito Democratico. Dicevi: “Sono orgoglioso di essere italiano”. Di essere figlio di questo Paese grande e carico di storia, fatto di gente di talento e generosa. Un Paese che è e resterà unito, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. E a lei, Presidente Napolitano, che questa unità rappresenta e fa vivere va il ringraziamento di tutti noi.
Ma con lo stesso spirito io voglio dirti, a nome delle democratiche e democratici, che siamo orgogliosi di te. Lo hanno fatto i quindicenni con le lacrime agli occhi e i bambini con i fiori che hanno sfilato per ore in Campidoglio il giorno dopo le elezioni vinte da Alemanno. Lo hanno fatto i tassisti, anzi i tassinari, e i vigili urbani, le squadre di calcio della tua città, il popolo di Roma. Della tua città, per una bella idea di Francesco Rutelli, sei stato Sindaco. E alla fine hai detto, togliendoti la fascia, “Nun je la faccio più”.
Tu hai sposato questa città. Ma i milioni di romani che hai scelto come primi compagni della tua vita, che sono stati il termometro della tua allegria non li consideravi estranei. Tu amavi il popolo, perché eri popolo. Avevi la fierezza e l’umiltà, l’ironia e l’umanità di chi ha conquistato, con fatica, il diritto a vivere sereno. Roma, hai detto una volta, è una mamma che apre le braccia, accoglie, non respinge. Una sera ti raccontai che i bambini con la pelle nera che incontro nelle scuole parlano come te. E tu mi rispondesti, questa è Roma.
E come è bella, Roma, Walter. Un tuo amico, Alberto Sordi, l’ha descritta così: “Io continuo ad amarla, questa città. E’ qui che ho la mia casa, gli amici. E’ a Roma che ho legato il mio lavoro, i miei personaggi. Se potessi, vorrei prendere un mezzo, andare al mercato per risentire l’aria di casa mia, e in quelle serate calde, uniche al mondo con quei tramonti accesi sui monumenti, sulle case e sulle fontane di questa mia città, me ne starei seduto a mangiare una fetta di cocomero e, progettando il domani, tornerei ai vecchi tempi, quando sentivo nell’aria che arrivava la primavera, profumi di giardini in fiore e l’odore intenso delle fragole sui tavoli all’aperto delle trattorie”.
L’ultima volta che ci siamo sentiti, pochi giorni fa, mi hai detto: “Ci vediamo a primavera, quando fa più caldo”. Non hai sbagliato. Ci vedremo, tutti insieme, per tutto il tempo che verrà. Tu resti con noi, e con chi verrà dopo di noi. Perché tu sei fortunato. I tuoi discorsi, il Lingotto, la tua voce, la tua faccia, restano nella vita di tutti, per sempre.
E, sogno per sogno, fatti dire che ora, in qualche posto, forse vi siete incontrati di nuovo, a cena in qualche bujaccaro. Tu, Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani, Anna Finocchiaro, Walter Verini. E magari anche Emma Bonino. Se Bettini vi dirige, sarà come è stato qui. Una grande festa per tutti. “Abbiamo riso e pianto con te. Per questo iil PD, come si faceva un tempo, si toglie il cappello, e ti dice: “Grazie, Walter”.
marzo 4, 2009 No Comments
DEP
Sto leggendo alcuni trattati di psicologia, e mi sono resa conto che i alcuni disturbi che riteniamo peculiari, o irrilevanti, in realta’ sono comuni e sintomi di un malessere piu’ profondo.
Cercando on line ho trovato un semplice elenco di sintomi dei soggetti depressi.
Credo che visti i sintomi assolutamente comuni i casi siano molto piu’ numerosi di quanto appaia.
febbraio 8, 2009 2 Comments
About MI
Negli ultimi 30 giorni, circa 70 persone sono approdate al mio blog cercando info su di me. Mi chiedevo se sono rimaste soddisfatte, se c’è qualcuno che avrebbe voluto capire cose che non ci sono scritte, se arrivando qui tutto sommato ha pensato, vabbè bluff!
Mi piacerebbero delle domande dirette, e mi piacerebbe conoscere il tale che mi ha cercato su google con l’epiteto di “eminenza grigia”! Sono sicura che avremmo mille cose da dirci!
gennaio 30, 2009 4 Comments
Bilanci
Chi e’ che non ne fa il 31 dicembre? Chi e’ che non spera in un anno migliore nonostante quel che di buono c’e’ stato.
Il mio anno e’ stato quello del primo capodanno asiatico di Hong Kong, della visita in Cina e del piu’ freddo che abbia mai sentito ad Harbin. L’anno dei cibi strani e l’anno dei cambiamenti. Delle debolezze e dei nervi scoperti, dei durissimi mesi napoletani che mi hanno lasciato un senso di stanchezza che mi sono portata dietro finora. L’anno di Washington DC, l’anno senza vacanze estive e senza mare, delle partenze improvvise, di NY e anche della Virginia, del Maryland, del Winsconsin, dell’Indiana, della favolosa campagna di Obama a Chicago. Il primo anno in cui sono stata davvero sola, sola ad affrontare le cose e a gestirle, sola nei viaggi. L’anno dell’emotivita’. L’anno del grande bluff e della scala reale. L’anno delle proposte rifiutate in nome di un senso di famiglia. L’anno in cui per la prima volta non ho festeggiato il compleanno, mai. Il 2008 trascurando gli amici e leggendo di piu’. L’anno in cui ho riscoperto il mio vecchio amore per il tennis. L’anno in cui avrei desiderato qualche regalo, che non e’ mai arrivato. Il 2008 in cui ho ripreso a scalpitare. Ho ricambiato casa, ho arredato, ho innovato. L’anno del matrimonio in India, della visita in Sri Lanka alla mia tata. Dei molti e nuovi amici scoperti in giro per il mondo. Se vogliamo un anno affascinante, preso, travolgente, ma faticoso, introspettivo, in cui ogni cosa e’ da conquistare, ogni cosa e’ un’impresa, ogni cosa e’ sempre precaria.
Oggi e’ il mio ultimo giorno, di questo strano e molesto anno, che mi ha fatto crescere ancora, che ha contribuito a farmi sentire sempre un po’ piu’ anni di quelli che ho, l’anno che mi ha convinto che molte cose mi annoiano a morte. Come questa serata, come questa farsa di stasera. E da domani, come sempre, ho deciso che qualcosa cambiera’.
dicembre 31, 2008 2 Comments
The woman
Deliziosa commedia al teatro Belli di trastevere.
The woman è stato lo spunto per Sex & the city ed è un’eccezionale piece sempre attuale sui rapporti tra uomini e donne ma soprattutto sul ruolo della donna, ambientato in una New York aristocratica e prepotente mi ha fatto ridere, sorridere e riflettere. Guerra tra gatte con artigli laccati rosso giungla alla conquista di un uomo, o più difficilmente della felicità.
L’uomo ne esce sconfitto, vacuo, inutile, trasparente.
Una nota per le musiche della mia amica Radiosa Romani ed al produttore, unico uomo in un tripudio di bravissime donne!
dicembre 22, 2008 No Comments
Controesodo
Penso che la gente non debba allontanarsi dalla politica. Dalla politica fatta per passione, perchè questo paese va cambiato dal basso, con impegno e con entusiasmo. Ieri ho partecipato all’iniziativa di Controesodo “Italians, un’idea bipartisan per il controesodo”. Si tratta della proposta di legge bipartisan che prevede uno scudo fiscale per incentivare il rientro nel nostro Paese degli italiani che si sono trasferiti all’estero. E’ una proposta che vede come primi firmatari Enrico Letta e Stefano Saglia. E’ stata una bellissima iniziativa e devo ringraziare Guglielmo Vaccaro per il lavoro che sta svolgendo.
dicembre 17, 2008 No Comments


