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About Elly
Open Gate Italia, la società di public affairs guidata da Tullio Camiglieri e Franco Spicciariello, si lancia nella distribuzione cinematografica e lo fa con un film iraniano impegnativo e sorprendente “About Elly”, vincitore dell’Orso d’argento al festival di Berlino 2009, di cui ci ha regalato un’anteprima privata alla Casa del Cinema di Roma.


“About Elly” è la fotografia di un gruppo di giovani iraniani lontani dagli stereotipi, ragazzi benestanti ed emancipati, tuttavia schiavi anche nei loro gesti più semplici delle regole di un regime teocratico in cui la libertà personale, rappresentata in modo un po’ ordinario dal volo di un aquilone, è soggetta a vincoli che portano a menzogne e che trasformano un fine settimana al mare tra amici in un weekend di sofferenza estrema.
Frase chiave del film, pronunciata da uno dei protagonisti, è “una fine dolorosa è meglio di un dolore senza fine”, come metafora di una semplice via di fuga, alternativa al percorso ancora lungo che aspetta i giovani iraniani per la conquista di una vita priva di paure ancestrali e regimi imposti.
Nelle sale il 4 giugno, da vedere.
maggio 11, 2010 1 Comment
Think Tank
Grazie a Reti, ieri abbiamo avuto l’opportunità di presentare il libro di Mattia Diletti “I Think Tank”, volume nato come tesi di dottorato per studiare questo fenomeno nato negli USA e diventato noto al grande pubblico durante il primo mandato di George W. Bush, fenomeno che in breve tempo si è diffuso anche in Italia ed in Europa.
Nel dibattito di ieri, che ha seguito la presentazione, sono emersi spunti ed idee interessanti, grazie anche ad una consistente partecipazione di coloro che hanno fondato think tank o che ne fanno parte.
Dopo aver analizzato le differenze tra think tank legati a leader politici e club oppure fondazioni di cultura politica e centri di ricerca, abbiamo preso atto che tra le motivazioni per cui nasce un think tank in Italia c’è di sicuro la necessità di fare network, insieme a quella di colmare spazi lasciati vuoti dalla politica, insieme con le più concrete esigenze di fund raising.
Tra le circa 70 fondazioni ed associazioni italiane molte si dedicano solo a determinati settori di attività, tra queste alcune si occupano realmente di analizzare la situazione attuale e di produrre contributi ed output che possano essere utili al dibattito politico e che si possano tramutare in idee concrete.
Un elemento interessate su cui varrebbe la pena fare un’ulteriore analisi è come internet ha influenzato la moltiplicazione dei pensatoi di casa nostra.
A questo proposito, tra le lettura consigliate, oltre al libro di Diletti questo.
marzo 9, 2010 No Comments
Il caso di Alessandro e Maria (il ricordo di un amore)
Mi chiedo se Gaber immaginasse che la sua opera “Il caso di Alessandro e Maria” sarebbe rimasta nel tempo cosi’ viva e cosi’ ironica ed attuale, forse dolorosamente attuale.
Prima al Quirino de “Il caso di Alessandro e Maria - curiosa replica di una storia che ha gia’ avuto luogo”, incontro di due ex amanti, e della loro storia, conclusa ma non esaurita nei sentimenti, narrazione dettagliata di momenti, straziante sofferenza, egoismi, paure di una storia di quelle maledette, date dall’intreccio di vite complesse.
Egoista, ipocondriaco, pavido, pieno di se’ lui, l’attore Luca Barbareschi, pulito nell’interpretazione, ma un po’ rigido nella gestione del dolore. Bambina, insoddisfatta, apprensiva, rancorosa lei, una eccezionale Chiara Noschese, in bilico tra il desiderio di normalita’ e gli eccessi di una vita frenetica e falsamente piena, commovente nei suoi singhiozzi, vera nel rinfacciare le sofferenze subite, nel commento dei silenzi di una storia, che altro non e’ se non l’incontro tra due insicuri, due infelici.
E la cronaca di un amore immenso ma sciupato, il continuo volgersi al passato irrisolto, l’impotenza sentimentale e la colonna sonora di Pino Daniele rendono assolutamente attuale un dialogo a due scritto da Gaber quasi trent’anni fa, calato nei nostri giorni. Un testo scritto di pancia, che non puo’ non regalare qualche risata e lasciare in balia di piu’ d’una riflessione.
ottobre 22, 2009 No Comments
Qualcosa che ci renda lievi, per qualche tempo
Lo spettacolo di Emio Greco, alla prima del Valle, HELL. Parte di un percorso che il teatro ha dedicato alla danza contemporanea. Forte, da pop al classico, inaspettato, europeo anche. Ballerini di forza strepitosa, di irriverenza assoluta, di perfezione simulando l’inferno dantesco, inferno di rumore e di sole ombre. Un’esperienza.
Mostra di Dada e Surrealismo al Vittoriano. Raramente ho visto un allestimento di una mostra cosi’ inopportuno. Pareti affolatissime, dicono gli organizzatori per ricostruire le mostre che fecero storia di quei movimenti, opere illuminate male o per nulla e meraviglie assolute poste ad un’altezza inadeguata, corridoi claustrofobici e allestimento inesistente.
Seductio verbi, reading al Laboratorio 51 di San Lorenzo organizzato da Flavio Soriga, con altri scrittori, per raccontare ironicamente le parole della sensualita’, dell’amore, della seduzione. Mai reading fu cosi’ divertente, dolce, morbido, ironico. Il racconto della tartaruga commuovente. Il ritmo giusto, i tempi giusti, i suoni adatti.
L’ombra di quel che eravamo di Luis Sepulveda. Potevo non leggerlo, se non per un paio di pagine, ed per una sensazione di pioggia.
ottobre 17, 2009 No Comments
Ho visto scimpanze’ fare una maratona lungo il Tamigi…
Un sabato mattina, ipod, camminando su millenium bridge, vedo un gorilla corrermi incontro, e poi un altro, e poi un altro ancora, e noto che hanno delle pettorine da maratona, solo dopo un po’ realizzo che e’ Great Gorillas Run, una maratona per sensibilizzare sul tema dell’estinzione di questi animali. In genere Londra un po’ genera malinconia. Ma non questa volta in cui il sole per tre giorni ha brillato forte, in cui, in occasione della London Design Week, ogni quartiere della citta’ ed ogni stada avevano un’istallazione, un vetrina, un’idea di nuovo di futuro. Un meraviglioso modern japa dining a Soho, le nuove installazioni della V&A, la Serpentine Gallery, la National Gallery con una personale su Twiggy (di cui tuttora non riesco a cogliere il fascino), la Tate (omg!) e stare semplicemente seduti sul roof bar della Tate con un caffe guardando il fiume, il Borough Market con la sua esplosione di profumi, di leccornie, di organic and gourmet, di home made food, un concerto jazz all’aperto in Liverpool street, ascoltato senza fretta seduta stoto il sole con un cono alla vaniglia, il Flower Market a Columbia road in cui nessun banco ha gli stessi fiori di quello accanto, ogni tipo, provenienti da ogni parte del mondo, ed il brunch a South Kensington, e caminare a muso in aria per Piccdilly e Trafalgar, facendosi spingere dolcemente dai turisti, e l’ordine, e l’idea di futuro, e l’apertura artistica, soprattutto queste sono state le leve che in questo lieve fine settimana di settembre mi hanno fatto muovere per Londra. Colonna sonora indiscussa la mia canzone della vita, ascoltata in loop per circa 4 ore di seguito.
Torno a Roma, rigenerata, pulita, con una serie di idee, di spunti di un paese antico che riesce a pescare dal passato ed innovare. E torno a Roma, e per qualche giorni si riesce ancora a notare come l’abitudine non ci faccia piu’ cogliere come questa citta’ sia solo orientata al passato, come non ci sia cura, spirito, visione. Peccato.
settembre 29, 2009 1 Comment
Lie to me
Ho trascorso 5 giorni guardando piu’ o meno ininterrottamente i 13 episodi della prima serie di “Lie to me” andata in onda su Fox nell’anno passato (seconda serie inizia a settembre). E nulla mi sembra piu’ lo stesso dopo i 26 casi, due per puntanta, risolti da dottor Lightman ed il suo staff tramite tecniche legate a body language e microespressioni facciali, scovando menzogne, leggendo sentimenti.
Cosi’ ho iniziato ad osservare chi mi circonda piu’ attentamente, ho inziato a raccogliere informazioni sul sito del vero dottor Lightman, ovvero il professore dell’UCSF Paul Ekman che ha scoperto come leggere i movimenti involontari dei muscoli facciali.
qui trovate informazioni su Ekman, in questo forum altre informazioni sulla teoria.
A questo punto non posso che fare il corso di Ekman, considerando che un notevole vantaggio nella lettura delle microespressioni e’ dato dall’aver avuto spesso a che fare con bugiardi patologici.
qui la microespressione freeze.
Qui un video di Tim Roth.
agosto 14, 2009 2 Comments
Lumsa
Non sono una “docente di professione” ma di recente ho iniziato ad insegnare anche ai master in Lobbying della Lumsa, con grande soddisfazione.
Se volete informazioni http://www.lobbyingitalia.com/index.asp?IdCt=24&IdNw=104 qui c’è tutto.
Mi sento quasi un prof serio!
luglio 9, 2009 No Comments
Leggendo a piene mani
Ogni momento della vita ha un tipo di libro. Ed ultimamente cerco libri che diano emozioni forti, che scuotano, che sottelineino il peggio e le debolezze e i compromessi degli esseri umani.
Per questo ho iniziato ad amare profondamente Efraim Medina Reyes, prima “C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” dove in qualche modo era anche contenuto, poi “La sessualita’ della pantera rosa” piu’ franco, piu’ di pancia, piu’ oniricamente crudo, a tratti becero ma senza mai perdere la poesia, e sul mio comodino giace “Tecniche di masturbazione tra batman e robin”. Poi ho riaperto Carlotto “Arrivederci amore, ciao” noir gelido e pungente, nemmeno arrabiato, solo crudele, lucido. E mi ha deluso “Il sacrifico di Giuseppe” di Del Masetto, un racconto piu’ che un romanzo, che affronta qualche verita’ ma in modo superficiale. Piu’ divertente ma per la trama piu’ che per il modo di narrare “Maqueda” di Salvo Sottile, in fondo ognuno fa il suo mestiere, ed il giornalismo di Sottile lascia poco spazio al sogno del racconto, riesce tuttavia a far calare in una Palermo che di tutto sa, tranne che di cartolina. La raccolta di racconti “Italia Underground” non e’ piu’ che un insieme di articoli di giornale, salvo per il sempre oltremodo geniale racconto di Riccardo Brun, il resto e’ da sfogliare velocemente, e cosi’ ho fatto. “Nel nome del porco” di Tusset e’ un giallo di cui si puo’ fare a meno e si sopravvive serenamente, ma il ricordo che mi lega a chi me lo ha regalato mi fa sorridere. “Acido solforico” della Nothomb e’ una parodia di critica sociale travestita da romanzo che non rende merito alla sofisicata ironia della scrittrice ne “L’igiene dell’assassino”. Sfacciato il giusto, e disincantato e leggero “Il lunedì arriva sempre la domenica pomeriggio” di Lolli, vola via in un pomeriggio domenicale, appunto.
Questo e’ quello che ho letto negli ultimi giorni, cercando quel libro che ti tiene per lo stomaco, che non vuoi abbandonare, che ti segue la notte, che ti incastra in un angolo e ti getta in faccia tutta la disperazione, la vilta’, la pochezza, gli stratagemmi del vivere. Aspetto di leggere “La trilogia della citta’ di K” di Agota Kristof, di cui ho sempre sentito parlare. Ed aspetto suggerimenti su corraggiosi libri di fango e sangue da leggere nella penombra dell’estate che inizia.
giugno 14, 2009 No Comments
Teatro e quel che c’e’
Venerdi’ a teatro a vedere “Scusa ma sono in riunione”, commedia della solita compagnia comica, di cui non perdo uno spettacolo, brillante spaccato delle isterie di noi figli di lavori avvolgenti e ambizioni smodate, storie di psicanalisi e di amicizie dei giorni nostri. Da vedere. E poi cene e passeggiate con degli amici comici prestati ad altre professioni (vd avvocato e giornalisti) in una serata in cui l’ironia riesce a far sembrare ogni amarezza una scemenza, come solo i napoletani sanno fare, e solo dei napoletani possono saper fare a sopresa un regalo cosi’ bello tanto da troneggiare nel mio salone. Insomma quel che c’e’ e’ bello, e vorrei andare a teatro ogni settimana, vorrei.
aprile 26, 2009 No Comments
Diverso da chi?
Ho letto sul web recensioni impietose di questo film, che invece io ho trovato leggero e divertente, sara’ perche’ un film su una campagna elettorale non mi poteva non piacere o sara’ perche’ ho sempre adorato la Gerini, fatto sta che a me il film e’ piaciuto.

E poi, lo dico chiaramente, il personaggio della Gerini e’ incantevole, e mi ci sono sentita calzare a pennello, con tutte le rigidita’, le debolezze, le isterie del personaggio. Nel film ci sono tanti personaggi e tanti riferimenti politici che fanno sorridere, perche’ fotografano ingenuamente e schiettamente la realta’ politica italiana. I due protagonisti Luca Argentero e Filippo Nigro restano un passo indietro una ammiccante, spumeggiante, classicamente moderna Gerini, ma non sfigurano, foss’altro per la prestanza!
aprile 3, 2009 No Comments

