Think Tank

Grazie a Reti, ieri abbiamo avuto l’opportunità di presentare il libro di Mattia Diletti “I Think Tank”, volume nato come tesi di dottorato per studiare questo fenomeno nato negli USA e diventato noto al grande pubblico durante il primo mandato di George W. Bush, fenomeno che in breve tempo si è diffuso anche in Italia ed in Europa.

Nel dibattito di ieri, che ha seguito la presentazione, sono emersi spunti ed idee interessanti, grazie anche ad una consistente partecipazione di coloro che hanno fondato think tank o che ne fanno parte.

Dopo aver analizzato le differenze tra think tank legati a leader politici e club oppure fondazioni di cultura politica e centri di ricerca, abbiamo preso atto che tra le motivazioni per cui nasce un think tank in Italia c’è di sicuro la necessità di fare network, insieme a quella di colmare spazi lasciati vuoti dalla politica, insieme con le più concrete esigenze di fund raising.

Tra le circa 70 fondazioni ed associazioni italiane molte si dedicano solo a determinati settori di attività, tra queste alcune si occupano realmente di analizzare la situazione attuale e di produrre contributi ed output che possano essere utili al dibattito politico e che si possano tramutare in idee concrete.

Un elemento interessate su cui varrebbe la pena fare un’ulteriore analisi è come internet ha influenzato la moltiplicazione dei pensatoi di casa nostra.

A questo proposito, tra le lettura consigliate, oltre al libro di Diletti questo.

marzo 9, 2010   No Comments

Bamboccione a chi?

In questo video l’antibamboccione: Luca Sappino.

Un ragazzo di 22 anni appena compiuti con delle idee, un programma, tanta grinta e tanta attenzione per le minoranze.

Complimenti a chi ha scelto di candidarlo.

febbraio 25, 2010   No Comments

Generazione web

Ci tacciano di essere la generazione web come se fosse qualcosa di estremamente negativo.

Il filosofo Alessandro Aresu ed io (a quattro mani) gliene abbiamo dette quattro.

L’articolo su LoSpazioDellaPolitica.

febbraio 21, 2010   No Comments

Milena, il romanzo bianco e l’ordine della libreria

Il cambio di ordine dei libri sulle mensole della mia libreria è sempre sintomo di grandi idee che covano sotto la cenere. O anche di piccole idee che stanno zompettando fuori. Così la fine de “La contessa di ricotta” di Milena Agus, mi ha dato lo spunto per creare una nuova mensola tematica. Già, perché si possono avere diversi criteri di organizzazione dei volumi sugli scaffali, per ordine alfabetico come da Feltrinelli, per periodo storico, per tema trattato, per data di publicazione e finanche per casa editrice o tipo di copertina (confesso che ho spesso ceduto a questo vezzo, rinsavendo negli ultimi anni), ma il nuovo ordine della libreria è concettuale e legato alle emozioni che il libro provoca, un bizzarro modo di disporre della propria cultura, ma ho ritenuto indispensabile accostare questo leggero romanzo bianco, che in pochi tratti traccia i contorni di una borghesia decaduta e del malessere di non essere al passo con i tempi, ad altri che vie ragioni differenti mi hanno provocato gli stessi sentimenti. La Agus tira un sorriso, ma stentato, trasferisce su carta le debolezze del quotidiano, i timori e le meschinerie piccole piccole della vita, il suo romanzo potrebbe essere ambientanto in una domenica mattina eterna che duri lo spazio del racconto. Una scrittura semplice e perbene, protagonisti popolari nelle nostre vite e che spesso tentiamo di ignorare, dei personaggi fragili come baccarà e polverosi, ma a cui nonostante tutto non si può non rimanere legati. Un romanzo bianco, dicevo, come la ricotta, come la porcellana, come le lenzuola del corredo nunziale, come il riflesso della biancheria stesa al sole.

febbraio 14, 2010   No Comments

L’unica guerra buona

Ultimamente le grandi sfide democratiche e di contenuto che si vedono sono quelle legate al web, mentre l’impresa e la politica languono.

La novità è il Buzz di Gmail, casa Google, un social netowork con una grande scommessa che riguarda l’uso in mobilità attraverso il gps degli smartphone. Buzz permette inoltre la ricerca di notizie pubblicate da altre persone nei luoghi vicini geograficamente (tipo un concerto o un evento) Buzz sarà accessibile dalla home page del motore di ricerca, che già da oggi propone di visitarlo.

Cosa farà Facebook non si sa, ma di certo non starà a guardare già si parla di un progetto “Titan”, mentre nei giorni scorsi ha già aggiornato e rivisto il template, aspettiamo di vedere anche i rapporti con Twitter e Flick che saranno integrati nella piattaforma Buzz.

Fatto sta che seguire le battaglie tecnologiche dei giganti del web a colpi di innovazione è l’unica guerra buona, perchè si basa sulla concorrenza.

Interessante l’articolo di oggi sul Sole.

febbraio 10, 2010   No Comments

Direttore YouDem

In questi giorni si è discusso lungamente sulla questione femminile del giorno d’oggi, sugli scandali basati su sesso e potere e sul ruolo della donna in politica e nel mondo del lavoro.

E’ per questo che quando una donna diventa direttore, o si candida alla Presidenza di una Regione, o assume un incarico di responsabilità e di conduzione di un progetto, tutte le donne non possono non gioirne.

In particolare se si tratta di donna brava, intelligente, ironica. Chiara Geloni lascia la vicedirezione di Europa e diventa Direttore di YouDem,  il migliore in bocca al lupo, e sono sicura che ci saranno novità!

Chiara YouDem Geloni

febbraio 9, 2010   No Comments

TN 2020

Sabato scorso ho partecipato all’evento Transatlantic Network 2020 nella incantevole sede dell’ambasciatore britannico in Italia, Villa Wolkonsky.

“TN 2020″ nasce da un’idea del British Council destinata ai giovani tra il 25 ed i 35 anni con lo scopo di rafforzare i legami tra l’Europa ed il Nord America attraverso la costruzione di un network di giovani leader ed esperti di relazioni internazionali.

Dopo un’introduzione ai lavori da parte dell’ambasciatore padrone di casa Edward Chaplin, David H. Thorne, Ambasciatore degli Stati Uniti, James Fox, Ambasciatore canadese, Christine Melia, Direttore del British Council in Italia ed Alessandro Fusacchia, Presidente di RENA che era tra gli organizzatori dell’incontro, abbiamo assistito a due sessioni, ciascuna seguita da una breve discussione con i colleghi del proprio tavolo di lavoro.
La prima coordinata dall’ex direttore dell’Economist Bill Emmott, che anche grazie ad una simpatia unica è riuscito a farci calare subito nel vivo del dibattito sulla situazione delle relazioni attuali tra Nord America ed Europa, e l’altra sull’impresa sociale e le nuove tecnologie, moderata Frediano Finucci giornalista de La7.

Uno degli elementi emersi è stato la difficoltà per gli Stati Uniti di trovare un’interlocutore unico in Europa, elemento evidente anche nel caso dei rapporti con l’Iran. Nel corso della sessione il Presidente Obama è stato citato diverse volte, soprattutto in relazione alle enormi aspettative create world wide. Veramente notevole la visione del Professor Adam Arvidsson sull’economia etica e gli accenni all’open source e alle imprese sociali, spostando di fatto l’asse del discorso dal ruolo delle Istituzioni al ruolo dei singoli.
Il dibattito che ha seguito l’ultima fase dei lavori è stato sollecitato da due domande: se esistono strumenti per far partecipare i cittadini alle scelte del proprio Governo e se la green economy è una strada da seguire oppure l’unica strada da seguire. Ogni tavolo di lavoro ha prodotto qualche spunto, parziale visto il poco tempo a disposizione, ma assolutamente utile per riflettere il fine settimana.

Il networking lunch è stata un’occasione per incontrare molti amici e colleghi di VeDrò, I-com, Rena, Lo Spazio della Politica, con cui da tempo portiamo avanti discussioni sul merito, l’accesso alla politica e proviamo a sviluppare idee per il futuro dell’Italia, ma è stato anche un modo per incontrare nuovi protagonisti internazionali del cambiamento.
A questo punto aspettiamo con ansia il prossimo incontro (e magari anche i video degli interventi).

febbraio 7, 2010   No Comments

L’Altro

Titola così il settimanale Oggi nell’articolo dedicato al mio amico Giampiero Marrazzo, un giornalista d’inchiesta che non ha paura di mostrare da dove viene e dove vuole andare, sempre a testa alta.

Oggi

Nel link l’articolo.

febbraio 4, 2010   No Comments

Modello Roma

Modello Roma, era stato chiamato quello della Roma Weltroniana, delle inaugurazioni, dell’attenzione al cittadino ed alla cultura, dei servizi, dell’innovazione, dei Festival del Cinema e dei red carpet che finalmente regalavano un po’ di ossigeno internazionale all’asfitticita’ dei polverosi salotti romani di costruttori e nobilta’ locale.
Modello Roma, Modello Walter. Ma per dare a Cesare tutto comincio’ un po’ di tempo prima, con quell “bell’ guaglion’” di Rutelli, che, aiutato dal Giubileo, aveva avuto alcune visioni: passante di Roma Nord, Auditorium e MAXXI appunto.

Due settimane fa (so di essere stata accidiosa, ma l’umore e’ una fondamentale componente nella scrittura di un blog) nello stesso giorno ho partecipato prima all’inaugurazione della mostra sugli Italiani a Parigi del Chiostro del Bramante, e poi del MAXXI, due facce di una citta’ che sta cercando una sua identita’ culturale.
Il Chiostro, cuore del cuore di Roma, propone il classico tentando di innovare, curando il dettaglio, offrendosi come salotto internazionale e silenzioso dell’arte tradizionale (ed ogni tanto contemporanea a dire il vero).
Il MAXXI, costato un’ira di Dio dicono, che ci siano altre priorita’ sociali e’ senz’altro vero, alcuni sprechi? Non so, puo’ darsi. Ma il MAXXI e’ una visione, e’ un investimento sulla citta’, e’ provare a creare una stazione di un percorso che mi auguro porti a visitare Roma come Londra, come Barcellona. Sapendo che si trova sempre qualcosa di nuovo, sapendo che e’ un contenitore del futuro.
Credo che l’arte sia qualcosa di estremamente democratico, ognuno dà l’interpretazione che preferisce, ognuno legge quello che vuole. E la magnificenza, l’imponenza, l’elasticità, la prospettiva del MAXXI a Roma non hanno eguali.
Resta solo l’idea di provare a creare dai modelli culturali sviluppi di business, intelligenti piani di marketing territoriale e sviluppo turistico, programmazione del territorio, ed il gioco e’ fatto!

novembre 29, 2009   No Comments

Il crollo del muro

Ognuno ha fatto cadere i suoi di muri. E devo dire che la metafora è agile e rende bene. E quindi abbiamo preso spunto anche noi.

Abbiamo scelto di creare una suggestione per la rete, che di fatto è il simbolo di assenza dei muri. E cosa ci può essere al di là del muro, se non spazi immensi, orizzonti ampi, non il farwest che descrivono i più timorosi, ma un Eldorado che costruiremo noi.

Chi produce contenuti, chi li elabora e li analizza, chi li comunica e li spiega agli altri. Noi insieme, esperti e non, troveremo un obiettivo comune per rendere la rete uno strumento libero ed accessibile come l’elettricità, come l’acqua, come qualsiasi bene primario.

Ieri abbiamo discusso, anche animatamente, ad un barcamp ospitato da Farefuturo e Reti, Navigare oltre il muro - nuovi riferimenti culturali nell’era del web. E penso che sia un piccolo mattone tirato giù.

novembre 10, 2009   No Comments