TN 2020

Sabato scorso ho partecipato all’evento Transatlantic Network 2020 nella incantevole sede dell’ambasciatore britannico in Italia, Villa Wolkonsky.

“TN 2020″ nasce da un’idea del British Council destinata ai giovani tra il 25 ed i 35 anni con lo scopo di rafforzare i legami tra l’Europa ed il Nord America attraverso la costruzione di un network di giovani leader ed esperti di relazioni internazionali.

Dopo un’introduzione ai lavori da parte dell’ambasciatore padrone di casa Edward Chaplin, David H. Thorne, Ambasciatore degli Stati Uniti, James Fox, Ambasciatore canadese, Christine Melia, Direttore del British Council in Italia ed Alessandro Fusacchia, Presidente di RENA che era tra gli organizzatori dell’incontro, abbiamo assistito a due sessioni, ciascuna seguita da una breve discussione con i colleghi del proprio tavolo di lavoro.
La prima coordinata dall’ex direttore dell’Economist Bill Emmott, che anche grazie ad una simpatia unica è riuscito a farci calare subito nel vivo del dibattito sulla situazione delle relazioni attuali tra Nord America ed Europa, e l’altra sull’impresa sociale e le nuove tecnologie, moderata Frediano Finucci giornalista de La7.

Uno degli elementi emersi è stato la difficoltà per gli Stati Uniti di trovare un’interlocutore unico in Europa, elemento evidente anche nel caso dei rapporti con l’Iran. Nel corso della sessione il Presidente Obama è stato citato diverse volte, soprattutto in relazione alle enormi aspettative create world wide. Veramente notevole la visione del Professor Adam Arvidsson sull’economia etica e gli accenni all’open source e alle imprese sociali, spostando di fatto l’asse del discorso dal ruolo delle Istituzioni al ruolo dei singoli.
Il dibattito che ha seguito l’ultima fase dei lavori è stato sollecitato da due domande: se esistono strumenti per far partecipare i cittadini alle scelte del proprio Governo e se la green economy è una strada da seguire oppure l’unica strada da seguire. Ogni tavolo di lavoro ha prodotto qualche spunto, parziale visto il poco tempo a disposizione, ma assolutamente utile per riflettere il fine settimana.

Il networking lunch è stata un’occasione per incontrare molti amici e colleghi di VeDrò, I-com, Rena, Lo Spazio della Politica, con cui da tempo portiamo avanti discussioni sul merito, l’accesso alla politica e proviamo a sviluppare idee per il futuro dell’Italia, ma è stato anche un modo per incontrare nuovi protagonisti internazionali del cambiamento.
A questo punto aspettiamo con ansia il prossimo incontro (e magari anche i video degli interventi).

febbraio 7, 2010   No Comments

L’Altro

Titola così il settimanale Oggi nell’articolo dedicato al mio amico Giampiero Marrazzo, un giornalista d’inchiesta che non ha paura di mostrare da dove viene e dove vuole andare, sempre a testa alta.

Oggi

Nel link l’articolo.

febbraio 4, 2010   No Comments

Modello Roma

Modello Roma, era stato chiamato quello della Roma Weltroniana, delle inaugurazioni, dell’attenzione al cittadino ed alla cultura, dei servizi, dell’innovazione, dei Festival del Cinema e dei red carpet che finalmente regalavano un po’ di ossigeno internazionale all’asfitticita’ dei polverosi salotti romani di costruttori e nobilta’ locale.
Modello Roma, Modello Walter. Ma per dare a Cesare tutto comincio’ un po’ di tempo prima, con quell “bell’ guaglion’” di Rutelli, che, aiutato dal Giubileo, aveva avuto alcune visioni: passante di Roma Nord, Auditorium e MAXXI appunto.

Due settimane fa (so di essere stata accidiosa, ma l’umore e’ una fondamentale componente nella scrittura di un blog) nello stesso giorno ho partecipato prima all’inaugurazione della mostra sugli Italiani a Parigi del Chiostro del Bramante, e poi del MAXXI, due facce di una citta’ che sta cercando una sua identita’ culturale.
Il Chiostro, cuore del cuore di Roma, propone il classico tentando di innovare, curando il dettaglio, offrendosi come salotto internazionale e silenzioso dell’arte tradizionale (ed ogni tanto contemporanea a dire il vero).
Il MAXXI, costato un’ira di Dio dicono, che ci siano altre priorita’ sociali e’ senz’altro vero, alcuni sprechi? Non so, puo’ darsi. Ma il MAXXI e’ una visione, e’ un investimento sulla citta’, e’ provare a creare una stazione di un percorso che mi auguro porti a visitare Roma come Londra, come Barcellona. Sapendo che si trova sempre qualcosa di nuovo, sapendo che e’ un contenitore del futuro.
Credo che l’arte sia qualcosa di estremamente democratico, ognuno dà l’interpretazione che preferisce, ognuno legge quello che vuole. E la magnificenza, l’imponenza, l’elasticità, la prospettiva del MAXXI a Roma non hanno eguali.
Resta solo l’idea di provare a creare dai modelli culturali sviluppi di business, intelligenti piani di marketing territoriale e sviluppo turistico, programmazione del territorio, ed il gioco e’ fatto!

novembre 29, 2009   No Comments

Il crollo del muro

Ognuno ha fatto cadere i suoi di muri. E devo dire che la metafora è agile e rende bene. E quindi abbiamo preso spunto anche noi.

Abbiamo scelto di creare una suggestione per la rete, che di fatto è il simbolo di assenza dei muri. E cosa ci può essere al di là del muro, se non spazi immensi, orizzonti ampi, non il farwest che descrivono i più timorosi, ma un Eldorado che costruiremo noi.

Chi produce contenuti, chi li elabora e li analizza, chi li comunica e li spiega agli altri. Noi insieme, esperti e non, troveremo un obiettivo comune per rendere la rete uno strumento libero ed accessibile come l’elettricità, come l’acqua, come qualsiasi bene primario.

Ieri abbiamo discusso, anche animatamente, ad un barcamp ospitato da Farefuturo e Reti, Navigare oltre il muro - nuovi riferimenti culturali nell’era del web. E penso che sia un piccolo mattone tirato giù.

novembre 10, 2009   No Comments

E’ la stampa…ma non e’ colpa sua

Fine di una settimana orribile per la stampa italiana, costretta ad occuparsi di casi e di storie da brivido. Costretta a spulciare nei dolori delle persone e nelle miserie di una societa’ che mi fa sempre piu’ disgusto, di cui sempre piu’ non mi sento parte. Figurarsi se si tratta di etica o buoncostume, quello che mi rattrista e’ l’incapacita’ di gestire le responsabilita’ e le relazioni, l’essere schiacciati da un contesto alienante e che rende uomini e donne insicuri e pavidi, non in asse e quindi con reazioni irrazionali.

E poi la stampa che giustamente sottolinea la dolorosa storia di un ragazzo qualsiasi, fermato con un po’ di fumo di piu’, forse pusher, forse no, chi lo sa, quello che si sa e’ che un ragazzo entra in carcere in Italia sulle sue gambe per uscirne dopo una settimana in una bara, contuso e massacrato. Caduto dalle scale, dicono. Ucciso di botte, pensiamo in molti. E se cosi’ fosse sarebbe meglio il Sud America, poi. Un altro ragazzo. Carlo, Gabriele, Federico e forse Stefano. Nomi comuni di ragazzi comuni, accomunati da una morte inspiegabile e per mano di chi li avrebbe dovuti difendere, quei ragazzi li’.

Che fatica aprire ogni giorno i giornali, tutta la mazzetta, questa settimana e leggere, e leggere dettagli che enfatizzano il dolore di famiglie, di figli, di genitori. Che rifugio da struzzo e’ stato il mio, in questo we senza giornali, abbandonata ai libri, che per qualche giorno allontanano da un’Italia in cui sempre piu’ persone sembrano non trovare il giusto posto. In cui io mi sento sempre fuori luogo, in cui una sana gestione di sentimenti normali rappresenta l’anormalita’.

novembre 1, 2009   No Comments

Il caso di Alessandro e Maria (il ricordo di un amore)

Mi chiedo se Gaber immaginasse che la sua opera “Il caso di Alessandro e Maria” sarebbe rimasta nel tempo cosi’ viva e cosi’ ironica ed attuale, forse dolorosamente attuale.

Prima al Quirino de “Il caso di Alessandro e Maria - curiosa replica di una storia che ha gia’ avuto luogo”, incontro di due ex amanti, e della loro storia, conclusa ma non esaurita nei sentimenti, narrazione dettagliata di momenti, straziante sofferenza, egoismi, paure di una storia di quelle maledette, date dall’intreccio di vite complesse.

Egoista, ipocondriaco, pavido, pieno di se’ lui, l’attore Luca Barbareschi, pulito nell’interpretazione, ma un po’ rigido nella gestione del dolore. Bambina, insoddisfatta, apprensiva, rancorosa lei, una eccezionale Chiara Noschese, in bilico tra il desiderio di normalita’ e gli eccessi di una vita frenetica e falsamente piena, commovente nei suoi singhiozzi, vera nel rinfacciare le sofferenze subite, nel commento dei silenzi di una storia, che altro non e’ se non l’incontro tra due insicuri, due infelici.

E la cronaca di un amore immenso ma sciupato, il continuo volgersi al passato irrisolto, l’impotenza sentimentale e la colonna sonora di Pino Daniele rendono assolutamente attuale un dialogo a due scritto da Gaber quasi trent’anni fa, calato nei nostri giorni. Un testo scritto di pancia, che non puo’ non regalare qualche risata e lasciare in balia di piu’ d’una riflessione.

Il ricordo di un amore

ottobre 22, 2009   No Comments

Qualcosa che ci renda lievi, per qualche tempo

Lo spettacolo di Emio Greco, alla prima del Valle, HELL. Parte di un percorso che il teatro ha dedicato alla danza contemporanea. Forte, da pop al classico, inaspettato, europeo anche. Ballerini di forza strepitosa, di irriverenza assoluta, di perfezione simulando l’inferno dantesco, inferno di rumore e di sole ombre. Un’esperienza.

Mostra di Dada e Surrealismo al Vittoriano. Raramente ho visto un allestimento di una mostra cosi’ inopportuno. Pareti affolatissime, dicono gli organizzatori per ricostruire le mostre che fecero storia di quei movimenti, opere illuminate male o per nulla e meraviglie assolute poste ad un’altezza inadeguata, corridoi claustrofobici e allestimento inesistente.

Seductio verbi, reading al Laboratorio 51 di San Lorenzo organizzato da Flavio Soriga, con altri scrittori, per raccontare ironicamente le parole della sensualita’, dell’amore, della seduzione. Mai reading fu cosi’ divertente, dolce, morbido, ironico. Il racconto della tartaruga commuovente. Il ritmo giusto, i tempi giusti, i suoni adatti.

L’ombra di quel che eravamo di Luis Sepulveda. Potevo non leggerlo, se non per un paio di pagine, ed per una sensazione di pioggia.

ottobre 17, 2009   No Comments

Scudo Fiscale

Molto si è detto sullo scudo fiscale, molti non hanno ben chiaro cosa sia e perchè sia indecente. Per quelli che credono che le Istituzioni debbano sempre indicare il comportamento corretto, dare l’esempio, avere un fine educativo. Per chi ancora crede che il legislatore debba prima di tutto indicare la via, essere credibile ed affidabile. Giusto.

Credo che il miglior punto di vista su questa faccenda l’abbia raccontato il Senatore Francesco Sanna in questo video.

ottobre 5, 2009   No Comments

Ho visto scimpanze’ fare una maratona lungo il Tamigi…

Un sabato mattina, ipod, camminando su millenium bridge, vedo un gorilla corrermi incontro, e poi un altro, e poi un altro ancora, e noto che hanno delle pettorine da maratona, solo dopo un po’ realizzo che e’ Great Gorillas Run, una maratona per sensibilizzare sul tema dell’estinzione di questi animali. In genere Londra un po’ genera malinconia. Ma non questa volta in cui il sole per tre giorni ha brillato forte, in cui, in occasione della London Design Week, ogni quartiere della citta’ ed ogni stada avevano un’istallazione, un vetrina, un’idea di nuovo di futuro. Un meraviglioso modern japa dining a Soho, le nuove installazioni della V&A, la Serpentine Gallery, la National Gallery con una personale su Twiggy (di cui tuttora non riesco a cogliere il fascino), la Tate (omg!) e stare semplicemente seduti sul roof bar della Tate con un caffe guardando il fiume, il Borough Market con la sua esplosione di profumi, di leccornie, di organic and gourmet, di home made food, un concerto jazz all’aperto in Liverpool street, ascoltato senza fretta seduta stoto il sole con un cono alla vaniglia, il Flower Market a Columbia road in cui nessun banco ha gli stessi fiori di quello accanto, ogni tipo, provenienti da ogni parte del mondo, ed il brunch a South Kensington, e caminare a muso in aria per Piccdilly e Trafalgar, facendosi spingere dolcemente dai turisti, e l’ordine, e l’idea di futuro, e l’apertura artistica, soprattutto queste sono state le leve che in questo lieve fine settimana di settembre mi hanno fatto muovere per Londra. Colonna sonora indiscussa la mia canzone della vita, ascoltata in loop per circa 4 ore di seguito.

Torno a Roma, rigenerata, pulita, con una serie di idee, di spunti di un paese antico che riesce a pescare dal passato ed innovare. E torno a Roma, e per qualche giorni si riesce ancora a notare come l’abitudine non ci faccia piu’ cogliere come questa citta’ sia solo orientata al passato, come non ci sia cura, spirito, visione. Peccato.

settembre 29, 2009   1 Comment

VeDrò ‘09

“C’è, in un’isola lontana,
una favola “nostrana”
che vorrei tu conoscessi almeno un po’
C’è, un’ipotesi migliore,
per cui battersi e morire
che al momento si chiama VeDrò”

Stamattina giocavo a cambiare le parole del testo di questa canzone che mi provoca le stesse emozioni e lo stesso sentimento di futuro con il “vizio della memoria” come ha detto Piroso nella puntata di NPD che ci ha regalato in anteprima su Walter Tobagi.

Tante volte ho scritto di VeDrò, e di quanto ne sia appassionata. Mi sono soffermata sullo sforzo collettivo per provare ad immaginare prima, ad attuare poi, un’ipotesi migliore per questo paese. Ho raccontato dei rapporti di amicizia e professionali che nascono all’ombra di una ex centrale elettrica in uno strano clima, almeno per la politica, di villaggio in cui tutti si danno del tu e vengono livellate differenze anagrafiche e lavorative.

Ho scritto qualche volta delle idee, degli spunti che ho portato nel mio lavoro, dell’approccio che i working group offrono, dell’ascolto di materie che non sono il nostro pane quotidiano, degli stimoli a provare a guardare gli eventi di oggi e le loro proiezioni di domani.

Il mio gruppo di quest’anno, coordinato dal mio guru Lelio Alfonso, mi ha aperto il panorama della cooperazione internazionale, in un bilanciamento di punti di vista, quello dall’alto: della Banca Mondiale, della Fao, della Commissione Europea, del mondo universitario, e quello di chi opera: cooperanti, ong, Croce Rossa, di uno dei miei scrittori del cuore Efraim Medina Reyes che ci ha detto della sua Colombia, di Enrico Bertolino che ci ha raccontato la sua piccola realtà di Pititinga. Insomma mi sento più ricca e più felice.

Ed il mio anno è solo una parentesi tra un Vedrò e l’altro.

settembre 4, 2009   3 Comments