Vodafone Angel – stop stalking
Ieri presentazione di “Vodafone Angel: Stop Stalking” Fondazione Bellisario e Fondazione Vodafone con la proiezione del video di Matteo Barzini e Natalie Rapti Gomez.
Qui il racconto del Sole 24ore http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-24/vodafone-angel-contro-stalker-163924.shtml?uuid=Abn1k9CG
ringraziamenti sentiti in quanti hanno sostenuto questo progetto: la Polizia di Stato che, rappresentata dal Prefetto Francesco Cirillo, ha annunciato l’imminente firma del protocollo di intesa che consentirà estensione nazionale, il Ministro Elsa Fornero, che ci ha onorati con la sua presenza e con un messaggio positivo di valorizzazione delle iniziative italiane valide e i 33 testimonial, che hanno raccontato con semplicità le parole di tante donne che vivono quotidianamente il dramma della violenza. Tra questi: Deborah Bergamini, Annamaria Bernini, Mara Carfagna, Susanna Cenni, Paola De Micheli, Linda Lanzillotta, Beatrice Lorenzin, Marianna Madia, Giustina Mistrello Destro, Federica Mogherini, Laura Ravetto, Luisa Todini e Guglielmo Vaccaro e Nicola Zingaretti.
luglio 25, 2012 No Comments
angoli di un anno
il discorso politico da scuola di politica – la scoperta di Djian, meglio tardi che mai – la visita, grazie a Vodafone del fiore nel deserto – Basilicata, la regione dell’anno e le nuove imprese tecnologiche al servizio Pil – l’odore del default – un pranzo con Erri de Luca – le evoluzioni delle reti sociali – la quotidianità delle reti sociali – Juma Calestous e Dambisa Moyo due punti di vista diversi sui paesi emergenti – il nuovo Wired – la personale, quanto divulgata, attivazione personale di SKY che ha aperto nuove frontiere alla conoscenza – le riflessioni sul’Italia, Paese, Nazione, Identità – qualche minuto di conversazione con Terry Gilliam – la coesione figlia del timore.
dicembre 17, 2011 No Comments
TedX Dubai
L’articolo su Wired.it che ho scritto al ritorno dalla trasferta a Dubai per partecipare al TedX.
http://daily.wired.it/news/media/un-pizzico-di-italia-al-ted-design-e-tecnologia-a-dubai.html
E’ stata un’esperienza indimenticabile e che spero sia solo un primo passo nel rapporto tra TedX Dubai e veDrò.
Buona lettura e se trovate questo racconto sufficientemente “wired” potete votarlo.
gennaio 18, 2011 1 Comment
Buon 2011
Uso comune è augurarsi che l’anno che verrà sia comunque migliore di quello passato, ed in questi primi giorni del 2011 alcune piccole gioie ci possono far cominciare bene.
Non potete perdervi “Eduardo, più unico che raro!” che apre la nuova stagione del rinato Ambra Jovinelli, atti unici interpretati da una compagnia di fuoriclasse, tra cui un eccezionale, oltre ogni immaginazione, Rocco Papaleo, ancora per pochi giorni fino al 9 gennaio.
Al Quattro Fontane è ancora in programmazione “We want sex”, commedia che racconta la rivoluzione femminista del ’68 in un modo garbato e lineare, forse scontato in alcuni passaggi e non eccezionalmente curato nei dialoghi, ma che nell’insieme emoziona e rispolvera l’entusiasmo dei princìpi, di cui si sente molto bisogno, soprattutto nell’Italia degli ultimi anni.
Il settimanale “Roma c’è” cambia direzione e prova ad innovare, Riccardo Brun è il nuovo direttore responsabile, lo seguiremo con entusiasmo ed attenzione.
E da ieri il nuovo film di Checco Zalone “Ma che bella giornata!”, alcune ottime ragioni, dunque, per cominciare un Buon 2011.
gennaio 6, 2011 No Comments
Un tranquillo weekend di politica
Un tranquillo weekend di politica, a tentare di rinnovare e di rilanciare, da parte di diversi partiti e movimenti.
Buon segno, le persone che non cedono alla non-politica e vogliono partecipare, buon segno tentare di scrollarsi di dosso la bagarre e riprendersi i contenuti, mi piace di meno il concetto e la parola rottamare, credo che sia sempre meglio contribuire, lottare se necessario, ma senza distruggere quello che c’è. E’ molto più difficile gestire una ditta con alcune difficoltà piuttosto che chiuderla ed aprirne una nuova, è per questo che abbiamo così spesso nuovi partiti e nuovi movimenti. E’ più difficile fare squadra, ma è necessario. Non è necessario invece avere icone di cartoni animati anni ’80 a cui aggrapparci per ricordarci che sì, siamo giovani, né aspiranti politici che non sono riusciti e tentano di reinserirsi in nuovi contenitori perché la prova del voto (speriamo con una nuova legge elettorale) si ripresenterà implacabile anche per loro. Indispensabile è l’entusiasmo avvertito in questi giorni nelle manifestazioni che hanno animato un normale weekend di novembre. Essenziale è provare a voltare pagina.
novembre 8, 2010 No Comments
Accabadora – Michela Murgia
Vale la pena trovare qualche ora per leggere d’un fiato “Accabadora”, il primo romanzo della Murgia (dopo l’autobiografico “Il mondo deve sapere”).Vale la pena leggerlo per molte ragioni, una delle quali è la consapevolezza che in Italia si sia di fatto consolidata una classe scrittori di primordine, molti giovani, molte donne, scrittori di stile e di capacità, la letteratura non è quindi soggetta al tappo generazionale che affligge (e di cui troppo si parla) tante altre aree professionali e artistiche né langue nella palude scarsamente produttiva di alcuni settori.
Valeria Parrella, Michela Murgia, Flavio Soriga, Paolo Giordano, Milena Agus, Alessandro Piperno, Diego de Silva, Niccolò Ammanniti, Roberto Saviano, Lorenzo Pavolini sono solo alcuni dei nomi che mi vengono in mente.
Ovviamente la considerazione generale sul settore non basta.
“Accabadora” è un libro sensibile, che tratta con intelligenza, tra le pieghe di un angolo di Sardegna degli anni cinquanta, temi delicati come l’adozione, l’eutanasia, gli abusi; la trattazione degli argomenti vive attraverso gli occhi di Maria, bambina prima, poi ragazza, che reagisce con disciplina alle regole, salda nei suoi principi, morbida nel saper capire, in seguito ad un ragionamento che il lettore conduce insieme a lei, che anche le regole hanno punti di vista, o meglio, come dice la figura della saggia Tzia Bonaria “Non dire mai: di quest’acqua io non ne bevo. Potresti trovarti nella tinozza senza manco sapere come sei entrata.”.
La Murgia usa termini tradizionali, disegna con i grigi, in qualche pagina strappa e scuote per poi tornare graduale, senza nessuna arma di seduzione di massa cattura il lettore e gli racconta una storia del passato per spiegare come affrontare il futuro.
novembre 1, 2010 No Comments
Una traccia
Una cosa mi è rimasta stampata nella memoria, dell’omaggio di ieri a Pietro Calabrese, la traccia che ha lasciato. Ed il passaggio del suo libro “non lascerò dietro di me una scia molliccia e bianca come bava di lumaca, ma una bella traccia di cose buone fatte”. E sarebbe bastata questa frase, per far cogliere la struttura dell’uomo e del professionista, sarebbe bastata questa riflessione per mandarci a casa con il pensiero che ogni giorno può essere utile per mettere da parte le piccole meschinerie quotidiane e prepararci qualche ottimo ricordo.
Ed invece a ricordarcelo c’era anche una folla, una folla di amici addolorati ma ironici nei racconti di vita che hanno voluto condividere, molti amici colpiti negli anni dalla sua generosità, dalla capacità di dare, perché l’amore non esiste senza offrire, senza concedere, senza aprire le porte della propria casa, come Pietro faceva con gli amici più stretti.
Ed ancora, la sicurezza e la tenacia di valorizzare la storia di una vita con la compagna, di costruire con Costanza un rapporto che definisce perfetto. Di essere uomo nella migliore accezione del termine, e di lasciare un filmato inedito, girato da Tornatore, in cui saluta i partecipanti al suo funerale ed in cui racconta la sua visione dell’Italia di questi anni con ironia, leggerezza, saggezza e lucidità. Un filmato che resterà nella mente di molti e per molto tempo.
Costanza è stata mia amica e compagna di classe, l’affetto che ti lega ad una persona quando cresci insieme ed insieme attraversi gli anni del liceo (e le cose più sceme tipiche di quegli anni), è sempre presente, non conta quanto ci si frequenti, quel legame è lì, sottile e concreto, quel legame che mi ha portato ieri sera a ricordare suo papà e che mi fa pensare che, se buon sangue non mente, avrà di fronte a sè una vita luminosa ed un’importante traccia da lasciare.
ottobre 14, 2010 No Comments
Congratulazioni Pier!
Complimenti al mio caro amico Pierluigi Dal Pino che il 6 ottobre è diventato direttore centrale per le relazioni istituzionali e industriali di Microsoft Italia.
E’ bello vedere emergere il talento dei vedroidi e trasmette ottimismo vedere che anche in Italia si inizia a dare spazio la nostra generazione riesca a ricoprire sempre più spesso ruoli così prestigiosi.
In bocca al lupo Pier!
M.
ottobre 7, 2010 No Comments
veDrò to be continued
A poco più di una settimana dalla fine un breve ragionamento sulla trascorsa edizione di veDrò.
Tanti, molti, veDroidi ci hanno accompagnato, aiutandoci a delineare l’identikit del leader del futuro, i risultati verranno caricati sul sito www.vedro.it a breve e comunicati a quanti hanno partecipato.
Un’edizione fatta di 17 working group, legati da un tratto, la ricerca e l’analisi della leadership da qui a dieci anni, per trovare l’ipotesi del leader 2020.
I momenti di lavoro, senza distinzioni, gerarchie o pregiudizi tra i partecipanti, si sono alternati con i “momenti memorabili”, quelli informali, di divertimento, di gioco, che hanno contribuito a costruire un clima unico.
Un clima ottimista, ma non di ottimismo incosciente e disinteressato, ma di costruttiva voglia di fare e certezza di farcela, insieme, e di fare il massimo per costruire una migliore Italia.
A questo punto è naturale che veDrò “to be continued…” ed il nostro laboratorio per la leadership non finisce con l’edizione estiva.
settembre 12, 2010 No Comments
veDrò, ci siamo quasi
Roma isolata e assolata, non statica né afosa, solo vuota e calda. In una giornata così, di metà luglio, rileggo e correggo il programma di veDrò, e mi accorgo che non scappa un giorno senza pensare ad un dettaglio, ad una persona da coinvolgere, ad un’idea.
Per tanto tempo ne ho fatto parte con impegno e con orgoglio ed ora che me ne occupo davvero, e che questo impegno è diventato visibile con un incarico che mi riempie di entusiasmo, veDrò ruba il mio tempo e cattura le mie attenzioni.
Cos’è veDrò l’ho spiegato tante volte, non solo un network, anche un progetto, di certo un laboratorio che nei cinque anni trascorsi non ha offerto mai frutti scontati, e che da quest’anno osa, e gioca la carta, ironicamente come nel suo stile, della fabbrica del leader.
Abbiamo pensato, con Benedetta, che sono troppi quelli che inneggiano al nuovo leader appena qualcuno parla in pubblico criticando l’attuale classe politica, e crediamo che il leader sia qualcosa di più, abbia una formazione differente, sia sfaccettato…e così coinvolgeremo tutti i partecipanti di questa edizione 2010 nella scelta dei tratti del perfetto leader 2020: la tipologia, le politiche, la formazione, l’approccio. I 500 partecipanti collaboreranno in un puzzle di gruppo, discutendo e animando i 17 working group, molte le persone nuove coinvolte, tantissimi gli under 25 a cui consegneremo il veDrò del futuro, alcuni nuovi ospiti internazionali per offrirci punti di vista sempre diversi.
Insomma una fatica collettiva che porta veDrò a crescere e che coinvolge maggiormente tutte le persone che a diverso titolo ne fanno parte. Tra qualche giorno il nuovo programma sul nuovo sito, e noi siamo felici ed attendiamo il 29 agosto.
luglio 18, 2010 No Comments



